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Crisi sanità e Asl1, l’ex manager Silveri: “Serve una cabina di regia. Io tutor? Non mi tirerei indietro”

L'ex direttore generale dalla Asl1: "Io come tutor, non mi tiro indietro, ma ci sono persone di ampio spessore"

Sono diverse le criticità della sanità marsicana. Se ne parla sempre ampiamente. Tuttavia i cittadini gradirebbero ora delle risposte più concrete. La ricostruzione dei punti più critici e di eventuali soluzioni le abbiamo esaminate con il dottor, Giancarlo Silveri, ex direttore generale della Asl1, Avezzano – Sulmona – L’Aquila.

Direttore, per risolvere un problema, bisogna prima tutto ammettere che c’è un problema. Quale secondo lei è il punto critico di questa emergenza sanitaria?
Dopo diversi anni di esperienza nel settore, posso dire che tutte le strutture a disposizione del territorio sono strutture pensate e realizzate per un periodo di normale amministrazione. In emergenza, un periodo straordinario, bisognerebbe pensare che quelle strutture possono non essere adeguate al bisogno. Se il Governo ha dovuto nominare un commissario per l’emergenza, probabilmente anche nelle varie regioni e nelle Asl, bisogna prevedere figure di supporto. Quello che secondo me è il punto critico in Abruzzo è la mancanza di una cabina di regia.

Cosa significa?
Servono supporti in modo ampio e complessivo. Facciamo un’ipotesi generica che domani si trovi un “superman” per la gestione locale marsicana. Le altre zone devono condividere un programma generale, altrimenti ogni volta si potrebbe presentare un problema diverso in zone diverse. Servono, a mio avviso, tre figure: una per il territorio, una per la direzione generale delle Asl, una per le regioni di avere un supporto. Le autorità regionali hanno detto che hanno ricevuto poteri da commissario solo l’8 ottobre. Perché non è arrivato questo ok? C’era bisogno di altro? Bisogna dare spiegazioni e proporre soluzioni, altrimenti c’è solo uno scaricabarile.

Come si dovrebbe agire per il personale?
Allora, bisogna considerare l’emergenza sanitaria sotto 3 aspetti: logistico degli spazi, personale e attrezzature. La situazione è talmente critica che non dovrebbero esistere burocrazie lunghe per permettere alle strutture di dover reperire ciò di cui hanno bisogno. Non solo personale, ma anche beni e servizi. Per quanto riguarda il personale, secondo la Costituzione, è impossibile oggi assumere persone senza concorso. Molti nemmeno vogliono partecipare per poi essere assunti a tempo determinato. Servono quindi degli incentivi, come ad esempio il massimo punteggio per quelli che partecipano alle varie classi concorsuali sanitarie. In questo modo, in un futuro ordinario, avranno sicuramente un risultato più giusto per loro e avranno più possibilità di lavori stabili.

Ad oggi si parla di un affiancamento della Asl1. Cosa ne pensa?
Sicuramente una o più figure di supporto possono essere date dalle Regioni e alle Asl locali, ma ripeto, dovrebbero far parte comunque di una cabina di regia più grande. Sarebbe bello avere quello che ci piacerebbe avere, sempre nel rispetto delle normative che lo consentono. Figure di supporto sono necessarie, ma necessario sempre un rispetto di un quadro generale che coordini tutte le asl regionali.

Se venisse chiamato, Lei supporterebbe la Asl1?
Io come supporto? La domanda mi sorprende. Sicuramente, non mi tirerei indietro in un momento in cui c’è necessità e si è chiamati a dare un contributo responsabile, ma ci sono numerose persone di spessore che possono ricoprire questo ruolo.

Tra i probremi più gravi di questa emergenza sanitaria, c’è la gestione delle patologie ordinarie. Il Ps di Avezzano è, se non de iure, di fatto, un Ps Covid.
Purtroppo è così. La gravità della situazione è data dal fatto che per l’emergenza covid sono ovviate tutte le altre situazioni. Bisogna distinguere tra lo straordinario e l’ordinario, che non può essere pressato al punto tale di annullarlo. Avrei preferito che, se si fosse destinato un ospedale esclusivamente al covid come a Tagliacozzo, si fosse assunto personale adatto, con incentivi e medici pensionati. Nello stesso tempo, il personale per l’emergenza ordinaria doveva essere dedicato sempre alle emergenze quotidiane.

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