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Crab, ora tutti vorrebbero finanziarlo. Proposta dei comuni fucensi e impegno di Pepe

Avezzano. Mentre da un lato l’assessore regionale all’Agricoltura, Dino Pepe, afferma che “la Regione si è fatta carico in quota parte della grave situazione dei centri di ricerca, deliberando a ottobre un primo e significativo finanziamento di 520mila euro, dall’altro i COmuni fucensi parlano di azioni “fumose” e chiedono un rilancio con finanziamenti- Il consiglio comunale di Cerchio ha infatti chiamato i colleghi dell’alveo fucense a fare gioco di squadra, mettendo mano anche “alla borsa”, per salvaguardare il gioiello della ricerca e le maestranze super specializzate. Con voto unanime il consiglio comunale, non convinto della bontà della scelta adottata dalla Regione in sintonia col Comune di Avezzano (la Provincia non ha partecipato per protesta) che non contempla garanzie per lavoratori e centro, mette sul tavolo dei tre soci l’impegno ufficiale dell’Ente, da estendere a tutti i Comuni dell’alveo fucense, di “contribuire economicamente in proporzione agli abitanti, con somme da definire compatibilmente con i bilanci, per poter far restare in vita il Crab quale centro di eccellenza”. Crab AvezzanoLa decisa presa di posizione dell’amministrazione guidata dal sindaco Gianfranco Tedeschi nasce da una considerazione di base: “la proposta della fusione, seppur di fatto fa pensare che la struttura resta in vita, se non ci sono impegni precisi può non dare le necessarie al settore agricolo locale che nel territorio resta il principale motore dell’economia e dell’occupazione”. Il Crab, infatti, è stato creato proprio per incentivare la cooperazione fra ricerca e industria e per  promuovere  e supportare le Piccole e medie imprese  del comparto agro-industriale nell’innovazione di processo e di prodotto. Il centro, quindi, con il suo laboratorio di ingegneria di processo e i laboratori chimici e microbiologici è un validissimo supporto per la valorizzazione e la crescita delle imprese marsicane. Per il Consiglio comunale di Cerchio, quindi, il centro di ricerca applicata alle biotecnologie deve essere messo nelle condizione di operare con efficacia al servizio della filiera agroalimentare dell’intera Regione chiamata a “investire con la prossima programmazione del Psr (piano di sviluppo rurale) su progetti diretti alla cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologia del settore agricolo e alimentare”. Il consiglio comunale ha dato mandato al sindaco, Gianfranco Tedeschi, di sensibilizzare le istituzioni a tutti i livelli per la salvaguardia del Centro di ricerca (quale struttura di eccellenza nazionale ed europea) e di tutti i lavoratori (24 dipendenti) con una notevole esperienza professionale acquisita durante i 15 anni di attività della struttura.