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Corpo carbonizzato, la lente ritrovata sul sedile potrebbe appartenere a una seconda persona

Carsoli. Invece di sciogliersi, la matassa diventa sempre piu´ complicata. Le relazioni sull´esame autoptico eseguito sul cadavere carbonizzato ritrovato sul sedile a fianco a quello di guida della Peugeot, non hanno confermato cio´ che da quakcuno era quasi dato per scontato, ossia l´ipotesi di suicidio dell´intestatario del veicolo il  78enne di Marino (Roma), Giovanni Lonardo. La realtà poi è un´altra, l´eta´ della vittima ha evidenziato una età molto piu´ giovane, e sono spuntati fuori altri particolari, come la presenza di una lente d´occhiale trovata insieme ai resti. Ora la scientifica sta esaminando questo reperto, per stabilire la gradualità della lente innanzitutto. Da informazioni assunte presso Marino da dove Giovanni Lonardo (intestatario della auto) è scomparso da oltre due anni, non sembra proprio che questi avesse mai portato occhiali, se non quelli da lettura di bassa gradazione e anche a livello occasionale. Il procuratore Maurizio Maria Cerrato
Quei pochi che lo conoscevano, (secondo fonti riportateci da colleghi giornalisti dei Castelli Romani) pensano che Giovannino abbia venduto l´auto, anche senza poi preoccuparsi di registrare la compravendita.
In casi simili autovetture intestate a soggetti terzi introvabili, sono ghiotta occasione per l´utilizzo per rapine o altri fenomeni di malavita. E a giudicare da come è finita la vettura le ragioni ci sarebbero tutte. Ora non vi è denuncia di scomparsa alcuna, possibile che la persona carbonizzata non sia ricercata da nessuno?
Di qui l´ipotesi si sposta all´omicidio, qualcuno potrebbe aver condotto l´auto in quel posto, per poi dare fuoco e fuggire con un´altra e quindi con l´aiuto di un complice. Una strada cosi isolata e nel cuore della notte consente di agire in maniera totalmente indisturbata. Un piano che potrebbe addirittura essere stato studiato nei minimi particolari. Giallo di Tufo, l'auto carbonizzata
Altri elementi importanti sono oggetti rinvenuti nell´area del ritrovamento, ma su questo c´è ancora il massimo riserbo e noi per rispetto delle indagini e degli inquirenti non ci permettiamo di fare, almeno per il momento, le nostre ipotesi. Solo nei giorni seguenti potremo capire come stanno le cose, sempre che gli inquirenti abbiano ulteriori elementi in merito. Daniele Imperiale