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Coronavirus: cos’è, i sintomi e i rischi in Italia. Come prevenirlo: facciamo chiarezza con l’esperto

E’ ancora un enigma il nuovo coronavirus di Wuhan. La malattia fa paura, perché in parte è ancora sconosciuta e non vaccinabile e perché sembra poter contare su contagiati asintomatici, oltre ad avere una mortalità abbastanza alta.
Fino a oggi si punta sulle  misure di prevenzione del contagio prese dalla Cina e da tutto il mondo. Sono state tempestive e potrebbero essere efficaci a contenere l’epidemia.  Ma per capire qualcosa di più su questo virus abbiamo sentito il dottor Arcangelo Di Legge, di Avezzano, responsabile della Farmacia Santa Caterina, che chiarisce alcuni punti fondamentali della questione.

Che cos’è questa influenza  che sta tenendo col fiato sospeso tutto il mondo?
E’ una patologia trasmessa da un virus particolare denominato 2019-nCoV facente parte della famiglia dei  coronavirus. Della famiglia dei Coronavirus fanno parte anche molti patogeni responsabili dei comuni raffreddori, influenze e patologie del sistema respiratorio. Purtroppo ne esistono alcuni molto più aggressivi e capaci di dare una sintomatologia molto più rilevante e potenzialmente fatale. Se vogliamo essere più precisi questo nuovo virus fa parte della famiglia dei Betacoronavirus tra i quali ricordiamo quello della SARS ( Severe acute respiratory syndrome ) e quello della MERS ( Middle east respiratory syndrome ) tristemente noti per aver fatto numerosi morti in passato.
Dall’analisi del patrimonio genetico di questo nuovo virus è infatti emersa una somiglianza con i virus di MERS e SARS pari all’ 80% anche se rispetto a questi ultimi sembrerebbe meno aggressivo.

Quali sono i sintomi che devono metterci in allarme?
Parlando di un Coronavirus i sintomi sono chiaramente quelli di una patologia respiratoria non specifica del tutto sovrapponibili a quelli di un’influenza classica o delle tipiche infezioni respiratorie invernali: febbre alta, raffreddore, tosse secca, mal di gola, mal di testa, malessere generale, difficoltà respiratorie, dolori ossei e  muscolari.
Tutti sintomi con i quali chiunque ha avuto a che fare almeno qualche volta.
Quando però l’infezione si manifesta in maniera acuta, tutti questi sintomi si possono notevolmente aggravare ed avere anche esiti fatali in particolare in soggetti deboli ed immunocompromessi. Sono gli stessi sintomi riscontrati anche in passato nella SARS e nella MERS. Proprio questa sintomatologia così comune rende molto difficile fare una diagnosi basata sull’osservazione, la certezza può darcela solo un’analisi di laboratorio che vada alla ricerca del virus nell’organismo.

Come possiamo regolarci allora?
Attualmente in Europa il rischio di diffusione è classificato dalle autorità come moderato, per questo tutti i sintomi elencati precedentemente devono mettere in allarme solo le persone che si trovano in Cina nelle zone del focolaio o che siano state in contatto con altri soggetti provenienti da quei luoghi. In Italia il Ministero della Salute ha già allertato tutti i medici di famiglia e gli infettivologi.

La situazione sembra abbastanza seria, come si può arginarla?
Le raccomandazioni per chi si trova in quei luoghi sono quelle di lavarsi accuratamente le mani, usare la mascherina, non frequentare i luoghi affollati e i soggetti che mostrano sintomi compatibili con la malattia.
Queste sono raccomandazioni generiche che possono valere per evitare il contagio di molte infezioni; in realtà dalle ultime notizie sembra che le autorità cinesi stiano mettendo in atto una serie di misure per isolare le zone del contagio. La città di WUHAN è stata la prima ad essere completamente isolata. Il trasporto pubblico è stato fermato, bloccati treni ed aerei in partenza, chiusi i cinema ed il mercato (da dove sembra essere partito il virus) ed annullati i
festeggiamenti per il Capodanno Cinese. Il sindaco della città di Wuahan ha esortato tutti a restare in casa e a non lasciare la città, sono stati bloccati ponti e caselli autostradali. Le misure di sicurezza adottate sono molto forti ma dobbiamo ricordarci che questo virus si trasmette per via aerea, quindi il contagio è molto facile. In questo momento le città in quarantena sarebbero 11 per un totale di più di 30 milioni di persone coinvolte. La situazione è però in continuo sviluppo.

Fuori dai confini cinesi i casi accertati per ora sono sporadici. Perché il mercato della città potrebbe essere stato il punto di propagazione?
Al momento è un’ipotesi, non ci sono certezze. Questi virus spesso arrivano all’uomo dagli animali selvatici, si parla dei pipistrelli come portatori, in seguito di serpenti ma è tutto da confermare. Nei mercati delle grandi metropoli cinesi si commerciano molti animali vivi domestici ma anche selvatici, convivono insieme all’uomo volatili, maiali, pipistrelli, serpenti ed altri potenziali portatori di infezioni. E’ chiaramente una situazione a rischio.

Ma se questo virus colpisce gli animali come attacca l’uomo?
I virus di solito operano il contagio all’interno della stessa specie ma a volte possono mutare il loro patrimonio genetico e fare il cosiddetto salto di specie. I Coronavirus in particolare essendo virus a RNA tendono a mutare molto
velocemente. Negli ultimi anni è già successo nel 2003 per la SARS passata dai pipistrelli agli zibetti e poi all’uomo.
Nel 2009 per l’influenza A H1N1 dagli uccelli a i suini e da questi all’uomo. Nel 2012 c’è stato il caso della MERS dai pipistrelli ai cammelli e poi all’uomo. Nel 2014 ha imparato a colpire l’uomo il virus della febbre emorragica l’Ebola.
Oggi è il caso di questo nuovo virus. Dopo il salto di specie il virus può mutare ancora e diventare capace di passare da
uomo a uomo. Lo pneumologo cinese Zhong Nanshan il 20 gennaio ha riconosciuto per la prima volta che il nuovo virus 2019-nCoV si può trasmettere da uomo a uomo. Proprio quest’ultima novità ha portato le autorità cinesi ad adottare le stringenti misure di sicurezza che stiamo osservando.

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