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Consiglio comunale a Capistrello, l’esponente di minoranza Di Cintio presenta una denuncia

Capistrello. Dopo l’acceso consiglio comunale sulla vicenda Lusi, il capogruppo della lista “ Crescere Insieme” Moreno Di Cintio, «al fine di chiarire le ragioni che hanno portato alla forte e decisa contestazione dell’operato del sindaco- presidente del consiglio, da parte dei consiglieri di minoranza, da cui è scaturita la sospensione della seduta, in punto di diritto», sostiene che «nella seduta, richiesta dai cinque consiglieri di minoranza, la proposta doveva essere illustrata da un relatore e, quindi, ogni Consigliere poteva intervenire nella discussione rispettando i tempi previsti (15 minuti ai Capogruppo e 10 minuti ai Consiglieri Comunali in prima battuta e 10 minuti e cinque minuti in sede di replica». Nella denuncia, il consigliere scrive: «Sempre il Regolamento Comunale all’art. 22 n. 3, nel riconoscere ai Consiglieri la facoltà di proporre emendamenti, ne dà la definizione e prescrive, tra l’altro, che devono essere “ presentati in forma scritta, al Sindaco, nei due giorni precedenti l’Adunanza”, salvo le ipotesi di “variazioni di limitata entità” che possono essere presentate nel corso della seduta. In tale ultima ipotesi ,gli emendamenti che contengono “variazioni di limitata entità”, vanno letti dal Presidente appena possibile o letti dal presentatore durante il suo intervento sulla proposta di deliberazione (Art. 22 n. 4 e 5 Reg. Com.le). Chiarito, per quanto utile, il quadro normativo di riferimento occorre verificare se nel corso dei lavori Consiliari il Sindaco- Presidente del Consiglio abbia rispettato, o meno, la normativa che regola i diritti dei Consiglieri comunali e lo svolgimento dei lavori Consiliari, a tale fine è necessario rappresentare quanto segue: Il Sindaco- Presidente del Consiglio, in apertura dei lavori, invitava il Consigliere Ciciotti, qualificato come primo firmatario della richiesta di convocazione, ad illustrare per non più di cinque minuti la proposta di Deliberazione di cui alla richiesta di convocazione di Consiglio Straordinario, stabilendo che l’ordine degli interventi avrebbe portato ad un solo intervento a favore della proposta e uno contrario. Tale posizione della Presidenza, priva di ogni supporto regolamentare, è stata contestata dai Consiglieri di minoranza non solo perché assunta in violazione del Regolamento, ma perché in essa hanno visto la volontà del Sindaco-Presidente di non consentire un confronto democratico su una questione di rilevanza nazionale e che ha interessato le pagine di tutti i giornali, ovvero, la questione dell’ex Tesoriere della Margherita Luigi Lusi, fratello del Sindaco del Comune di Capistrello, che da notizie diffuse avrebbe usato a scopi personali somme di denaro appartenenti alla Margherita, e in alcune operazioni si paventava il coinvolgimento della nuora del Sindaco ( la moglie del figlio) e dello stesso Sindaco. La discussione, con le illecite ed illegittime limitazioni imposte dalla Presidenza, si svolgeva, alla presenza di numerosi cittadini intervenuti, in maniera nervosa e concitata, stanti le continue interruzione della Presidenza sul rispetto dei tempi di intervento assegnati ai Consiglieri. In forza di tale posizione assunta dalla Presidenza non veniva consentito a tutti i Consiglieri di Minoranza di intervenire. Ad un certo punto della concitata discussione, veniva concessa la parola al Consigliere Nicola Grasso (di maggioranza) che, senza intervenire nella discussione, si faceva portatore di un emendamento e ne chiedeva la messa in discussione e la successiva approvazione. Nonostante le forti e decise rimostranze della minoranza il Presidente poneva a votazione l’emendamento che veniva approvato dalla sola maggioranza. Giova precisare, che l’emendamento proposto dal Consigliere Grasso, lungi dall’apportare“variazioni di limitata entità”, stravolgeva nella forma, nei contenuti e, soprattutto, nelle finalità la proposta di deliberazione proposta dai Consiglieri di minoranza ( Allegato 2) e, quindi, non poteva essere proposto ne, tantomeno, portato a votazione per violazione dell’art. 22 n. 3 e 4 Reg. Com.le. Da questi fatti scaturiva la forte, decisa e ferma protesta delle minoranze che ha portato da un lato, alla sospensione dei lavori, e dall’altra, con dispiacere dello scrivente, alla notorietà, ancora una volta negativa, delle vicende che riguardano il Comune di Capistrello. Per quanto sopra esposto si invitano le Autorità in indirizzo, ciascuna per quanto di competenza, a porre in essere le necessarie ed opportune iniziative atte a valutare, , se dai fatti sopra specificati e/o dalle altre circostanze che potranno esser acquisite, sussistano ipotesi di responsabilità penale, funzionale e/o amministrative a carico del Sindaco-Presidente del Consiglio per le manifeste e dolose violazione delle norme regolamentari».