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Consiglio comunale a Capistrello, il consigliere Ciciotti replica al primo cittadino Lusi

Capistrello. Il capogruppo e consigliere di minoranza Francesco Ciciotti contesta le affermazioni del sindaco sul Consiglio Comunale della giornata di martedì 29 luglio. Queste le parole di Ciciotti, che si è fedelmente rivolto al nostro quotidiano per poter ribattere le sue contestazioni: “Non possiamo non contestare e rigettare le affermazioni del Sindaco Lusi, che divagano facilmente con il pensiero e con la fantasia, sulle analisi della mancata presenza di 8 consiglieri (definiti di minoranza), nella seduta del Consiglio Comunale del giorno 29 luglio. Il gesto di protesta con la mancata partecipazione al consiglio di tre consiglieri di maggioranza dimostra la sfiducia nei confronti della intera giunta per la mancata condivisione delle scelte sino ad oggi effettuate mente l’assenza dei consiglieri di minoranza rappresenta un ulteriore atto di disapprovazione ed una ulteriore azione di contestazione per un comportamento illiberale nella gestione del Consiglio Comunale e nella gestione dell’Ente.” Continua Ciciotti: “Per partecipare alla seduta del Consiglio Comunale i consiglieri necessitano, con congruo anticipo, dei documenti, per esaminare le Francesco Ciciottiproposte della giunta, poste all’ODG della convocazione. In particolare l’art. 227 comma 2 del TUEL prescrive che la propostadi approvazione del Rendiconto è messa a disposizione dell’organo consiliare entro un termine, non inferiore a venti giorni. Invece, alla data di convocazione del 29 Luglio, i consiglieri non avevano ancora ricevuto copia dei documenti che dovevano essere allegati alla delibera di giunta, peraltro mai pubblicata. Documenti richiesti dapprima il giorno 26 giugno, poi con diverse mail in data 2 luglio e recentemente verbalmente all’assessore al Bilancio in data 24 luglio. La mancata consegna dei documenti, prova la volontà di questa amministrazione di sottrarsi al dibattito ed al confronto per l’approvazione del Rendiconto che costituisce un insieme unitario ed organico di atti formali per la rappresentazione dell’attività amministrativa svolta nell’esercizio di riferimento. Dibattito che la maggioranza ha voluto evitare a causa di un rendiconto che ostenta, come tutti gli esercizi precedenti, un avanzo di bilancio di circa 1,5 milioni di euro, e che dimostra ancora una volta come le tasse ed i contributi che i cittadini sono stati costretti a versare per il dissesto in realtà sono serviti a fare cassa ed accantonare somme precedentemente impensabili. Ora addirittura la maggioranza tenta di evocare a se i meriti del risanamento del dissesto. Menzogna e impostura. Infatti, la normativa prevede in caso di dissesto che l’organo istituzionale dell’ente ( il comune ) debba solo assicurare condizioni stabili di equilibrio finanziario mentre la gestione del dissesto è delegata alla Commissione Straordinaria di Liquidazione, nominata con decreto del Presidente della Repubblica, che agisce in modo autonomo e distaccato dalla gestione corrente dell’ esercizio Comunale e provvede al ripiano dell’indebitamento con i mezzi consentiti dalla legge. Le due azioni pertanto seguono ognuno la propria strada, la commissione per il pagamento dei debiti accertati e la giunta la gestione dell’ente. Ci domandiamo invece, perché, una volta accertata la copertura finanziaria già dopo il primo esercizio ( bilancio 2010 ) questa amministrazione non ha sentito il dovere di trovare una soluzione, di agire come hanno operato altri comuni in stato di dissesto, per applicare le agevolazioni consentite dalla legge per la riduzione delle aliquote e delle tariffe, come abbiamo sempre suggerito nelle diverse occasioni ??A tal proposito citiamo l’art.1 comma 157 della legge 662 del 1996 che recita “ sono esonerati dalla applicazione obbligatoria degli aumenti delle aliquote massime di imposte ….. gli enti localidissestati che presentino consuntivi in attivo, per due esercizi finanziari, della gestione riequilibrata”. Siccome il Comune di Capistrello ha presentato tutti gli esercizi in attivo era dovere ed obbligo dell’ amministrazione procedere alla riduzione delle aliquote massime e consentire un riduzione del prelievo dalle tasche dei cittadini applicando le norme di legge vigenti in materia, già a partire dall’anno 2012. Alla luce di quanto sopra ci poniamo diverse domande. Dobbiamo immaginare che veramente l’amministrazione fosse all’oscuro di queste norme, oppure dobbiamo pensare che invece fosse a conoscenza delle leggi, ma che non abbia voluto applicarle per fare cassa e a chiusura del disseto, prima della scadenza del mandato, realizzare opere pubbliche che in caso contrario non avrebbe potuto realizzare? Sarebbe comunque un atteggiamento del Sindaco e dell’intera giunta molto grave in entrambi i casi. Nel primo caso si dimostrerebbe la ignoranza delle leggi nel secondo caso dimostrerebbe l’inganno procurato ai cittadini costretti a pagare tariffe massime che invece potevano essere evitate. Ora inizia la nuova campagna elettorale e quindi è facile, per chi detiene il potere, fare promesse e sconti di fine legislatura.” “Noi non vogliamo essere i detentori della verità come invece piace fare alla maggioranza, che non ammette critiche ne tantomeno contraddizioni. Vogliamo solamente trasferire alla cittadinanza le nostre considerazioni e le nostre riflessioni, dopo avere esaminato ed approfondito gli argomenti che rivestono carattere di primaria importanza per noi comuni cittadini, in quanto colpiscono direttamente oltre alle nostre tasche anche la nostra intelligenza. Per concludere invito l ‘amministrazione ad attivarsi per il recupero delle somme revocate dalla Ragioneria dello Stato per circa € 635.000, ed ancora in attesa del Decreto Ministeriale, ed attivarsi con la Regione Abruzzo per non vedersi revocareulteriori € 240.000 finanziati per la messa in sicurezza della scuola media Sabin, anziché ricorrere a questi mezzi di propaganda e di mistificazione della verità cercando di giustificare i propricomportamenti rivolgendo accuse inesistenti ed infondate alla minoranza. Oppure se il Sindaco si deve lamentare lo faccia solo con se stesso per la incapacità di tenere unito un gruppo che lo ha sostenuto in campagna elettorale e la mancanza di tre consiglieri suona come una sconfitta totale della sua gestione.”