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“Comprensione della simmetria in studenti di scuola primaria”, la tesi della dottoressa Giulia Galdi

Avezzano. Come i bambini rispondono ad uno stimolo visivo simmetrico? È vero che ciò che è simmetrico piace di più? Questi sono gli interrogativi che hanno animato e guidato la realizzazione del Progetto di Ricerca “Percezione, Comprensione e Preferenza della simmetria in studenti di scuola primaria”, cuore della tesi di laurea che Giulia Galdi, una giovane studentessa di Capistrello, ha discusso presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi dell’Aquila, conseguendo la Laurea Magistrale in Scienze della Formazione Primaria con la votazione di 110/110 e lode e il conferimento, da parte della Commissione, di una menzione speciale per l’alto profilo scientifico dello studio condotto.

Il progetto è stato guidato dal Dott. Alessandro Stroppa, ricercatore del CNR, con la collaborazione della Dott.ssa Alice Lemmo, esperta di didattica della matematica e Ricercatore universitario presso l’Università degli Studi dell’Aquila, e della Dott.ssa Giulia Rampone, esperta di percezione della simmetria e docente di Psicologia Cognitiva e Neuroscienze presso l’Università di Liverpool. Il progetto ha richiesto l’approvazione dell’Internal Review Board dell’Università degli Studi dell’Aquila ed è stato condotto presso l’Istituto Comprensivo Statale “Mazzini-Fermi” di Avezzano (Dirigente Prof.ssa Fabiana Iacovitti) nel corso dell’anno scolastico 2021/2022.

Lo studio si è proposto di investigare la percezione, il riconoscimento e la preferenza della simmetria, da parte di bambini di scuola primaria, in stimoli visivi astratti. Si è trattato di un percorso interdisciplinare tra geometria e psicologia, con la somministrazione di test sperimentali ai bambini che ne hanno preso parte e il fine ultimo di chiarire se la preferenza per la simmetria, già ampiamente osservata negli adulti, sia un processo innato o acquisito attraverso l’esperienza e influenzato da fattori culturali e educativi. Una questione ancora aperta nella letteratura specialistica, alla quale la studentessa Giulia ha dato un contributo sostanziale con la sua tesi.

Hanno preso parte alla sperimentazione sessantacinque bambini di età compresa tra i 9 e gli 11 anni ai quali, durante la somministrazione dei test, sono stati mostrati stimoli visivi caratterizzati da diversi livelli di simmetria. I bambini sono stati chiamati a classificare tali stimoli prima sulla base delle loro preferenze individuali, poi in base al livello di simmetria degli stessi.

I dati raccolti sembrano suggerire che la preferenza per la simmetria si evolva attraverso l’esperienza personale e educativa e che essa affiori nei bambini non solamente come risultato di una prolungata esposizione a configurazioni simmetriche presenti nell’ambiente visivo, ma anche a seguito dell’acquisizione di una maggiore comprensione della simmetria stessa dal punto di vista geometrico. Tali dati, unitamente a quelli raccolti attraverso una seconda somministrazione dei test a 57 bambini di età compresa tra i 6 e gli 8 anni (ancora in fase di analisi), verranno divulgati, nei prossimi mesi e in forma rigorosamente anonima, attraverso una pubblicazione scientifica su rivista specializzata.