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Compiva oggi 95 anni, Ugo Buzzelli il poeta marsicano che salvò il Papa, lo ricorda L’Abruzzese fuori sede

Avezzano.Oggi avrebbe compiuto 95 anni Ugo Buzzelli, nato ad Avezzano il 16 novembre 1923: il poeta marsicano che salvò il Papa. Nato e cresciuto ad Avezzano considerato tra i più grandi esperti del dialetto abruzzese e dialetto marsicano nonché autore del Vocabolario del dialetto avezzanese e dei volumi Proverbi avezzanesi e Detti avezzanesi, dei quali fu noto l’apprezzamento da parte dello scrittore e politico Mario Pomilio.

Dirigente dell’Ente Fucino dagli anni cinquanta fino agli anni novanta, Buzzelli fu tra i principali organizzatori degli eventi culturali della Settimana marsicana e di Estati Marse.

Amico di tanti noti pittori suoi concittadini come Ermanno Toccotelli, Dante Simone, Enzo Frittella, Marcello Ercole e Pasquale Di Fabio, ha proposto e curato la realizzazione dei dipinti rappresentanti i dieci comandamenti, collocati all’interno della chiesa di San Rocco di Avezzano. Attivo collaboratore dal 1995 dell’associazione teatrale di tipo dialettale Je Furne de Zefferine era noto anche per le sue doti teatrali e per aver partecipato al film documentario marsicano La rempatriata di Angelo De Bernardinis del 1989, dove appare brevemente anche suo figlio Piero, musicologo e letterato.

A ricordare Ugo Buzzelli, il poeta marsicano fondatore della “Bibbia del Fucino” è anche la pagina facebook de L’Abruzzese fuori sede. In un post pubblicato sui social si legge di lui: “Animatore culturale, direttore per anni dell’Ente Fucino per il teatro dialettale, poeta in lingua Ugo dedicò tutta la vita al suo territorio.  Nella vita di ogni abruzzese, però, arriva un momento in cui bisogna cacciare fuori le pallotte per dimostrare di meritarselo, l’Abruzzo”.

In particolare la pagina de L’Abruzzese fuori sede ricorda un episodio in cui fu protagonista il poeta marsicano insieme al Papa. “Il 19 luglio 1943, bombardamenti su Roma. Papa Pio XII esce senza scorta la folla lo accerchia, quasi lo schiaccia. Ugo da Avezzano – poeta raffinato, ma pur sempre un abruzzese ‘gnurande – si fa largo a furia di mazzate, si carica il Papa sulle spalle e lo butta con poetica dolcezza nella sua “Topolino”. 

Pochi mesi dopo, nel giorno della nascita del primogenito di Ugo, ad Avezzano arriva una lettera firmata dal Papa con all’interno un regalo: una croce d’argento con le chiavi di San Pietro, lo stemma vaticano.
Qualche anno dopo, Papa Giovanni Paolo II convocherà Ugo Buzzelli e lo nominerà Cavaliere di San Gregorio Magno, rendendolo l’unico laico abruzzese ad aver ricevuto tale riconoscimento.
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