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Code interminabili al pronto soccorso, arriva la richiesta del “see and treat”: vedi e tratta

Avezzano. Code in ospedale nonostante il “triage” (selezione dei pazienti all’ingresso). I sindacati chiedono l’attivazione dell’innovativo metodo del “see and treat” che tradotto significa “vedere e trattare”. Il pronto soccorso dei Avezzano, infatti. È uno dei più grandi e affollati della Regione, insieme a quello di Pescara, e conta oltre 60mila prestazioni all’anno.
La Cisl funzione pubblica ha presentato quindi una richiesta al direttore generale e al direttore sanitario della Asl Avezzano Sulmona L’Aquila per l’applicazione del “see and treat”. Si tratta di un metodo che la Regione Toscana ed Emilia Romagna stanno attuando dal 2008 con ottimi risultati.Code al pronto soccorsoLa finalità di questa metodologia è la riduzione dei tempi di attesa nei pronto soccorso. Oggi, nonostante si utilizzi il metodo “triage”, sono ancora molto lunghi. E’ in questa fase che il nuovo metodo interviene per semplificarne l’accesso. Attualmente dal triage scaturiscono due accessi distinti, uno per i casi più gravi e uno per i casi più semplici. Per i casi più urgenti ci sono i cosiddetti codici rosso e giallo, mentre per i casi meno importanti vi sono i codici verde e bianco. “Con il see and treat”, sostengono Giuseppe Capoccitti responsabile Cisl della Marsica e Luca Trapasso, dirigente aziendale dell’ospedale di Avezzano, “vengono trattati quest’ultimi casi in un luogo separato del pronto soccorso in modo autonomo, da personale medico e infermieristico che ha la prerogativa di affrontare con immediatezza l’utente senza farlo attendere delle ore in sala di aspetto. Ovviamente, il personale deve essere formato dalla Asl attraverso corsi di specializzazione.
La Cisl ritiene che “questo metodo possa essere di grande aiuto soprattutto nei mesi estivi quando l’afflusso dei cittadini al pronto soccorso è in aumento. E’ un sistema”, ribadiscono dal sindacato, “rivoluzionario e moderno il cui scopo è diminuire in modo considerevole le lunghe attese a cui sono attualmente sottoposti i pazienti”.