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Codacons, meno soldi nelle tasche abruzzesi. Saldi di fine stagione a -19%

L’Aquila. La crisi si fa sentire in modo prepotente, anche nella Regione Abruzzo. Secondo le stime del Codacons, l’associazione dei consumatori che, tra le altre attività, fornisce previsioni riguardo ai consumi delle famiglie, il trend per quest’anno, in materia di consumi legati ai saldi estivi, sarà in netto calo rispetto all’anno precedente. Il Codacons prevede che la spesa per i consumi relativi ai saldi estivi, registrerà nel 2013 un calo del 19% rispetto a quella del 2012. Un dato fortemente negativo, tenendo conto della forte riduzione registrata, negli scorsi anni, della spesa in genere effettuata dalle famiglie nella Regione. Data la forte crisi economica che sta colpendo l’Abruzzo insieme a tutto il territorio nazionale ed internazionale, le famiglie ma anche i singoli cittadini si limiteranno ad acquistare beni di prima necessità, spendendo il meno possibile. Se la crisi infatti pesa sulle tasche dei cittadini, una delle prime soluzioni è quella di limitare al massimo il consumo e l’acquisto di beni superflui che, oltre ad essere percepiti come non necessari e dunque prossimi all’inutilità, sono i beni di cui le persone hanno meno bisogno. Secondo le stime del Codacons dunque, diminuirà sia il numero di coloro che potranno permettersi di spendere durante i saldi estivi di fine stagione, sia la quantità di denaro destinata all’acquisto dei beni di consumo superflui. Meno della metà dei cittadini della Regione Abruzzo infatti, potrà dedicarsi ai saldi di fine stagione estivi, Saldicon una capacità di spesa media che scenderà per raggiungere la soglia critica dei 92 euro pro capite. Le stime sono comunque confortanti rispetto alla situazione nazionale. In Italia, e soprattutto nelle grandi città, le vendite per i saldi estivi registreranno il -22% rispetto a quelle del 2012. Negli ultimi cinque anni, inoltre, i consumi delle famiglie italiane nel periodo dei saldi, si sono più che dimezzati. A rendere il quadro della situazione nazionale più che preoccupante inoltre, sempre secondo il Codacons, è la ridotta capacità della spesa dedicata ai saldi di fine stagione che, in tutta Italia, scenderà in modo importante, toccando la quota di 65-70 euro a persona. Inoltre il Codacons diffonde un decalogo dei buoni affari, cercando di venire incontro alle esigenze dei consumatori, dispensando consigli per evitare di trovarsi invischiati all’interno di affari poco chiari, quando non di vere e proprie truffe. Tra le indicazioni più utili c’è per esempio quella di conservare sempre lo scontrino, dato che il consumatore ha sempre diritto a poter cambiare il prodotto che acquista; nel caso in cui questo non sia possibile, per esaurimento delle scorte, è possibile chiedere in cambio la restituzione del denaro speso. Le vendite inoltre devono essere veramente di fine stagione, cioè le vetrine non devono presentare i fondi di magazzino a cui il commerciante ha messo mano allo scopo di potersene liberare al più presto. Bisogna inoltre, secondo il Codacons, diffidare da chi offre sconti superiori al 50%. La maggior parte dei commercianti infatti, tranne i casi dell’Alta moda, non può avere dei ricarichi alti e dovrebbe vendere sottocosto per potersi permettere di praticare degli sconti del genere. Si raccomanda, a chi entra in un negozio durante il periodo dei saldi di fine stagione, di fare comunque un largo uso di buonsenso. Non guasta mai. Marco Rota