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CLASSE V B, SCUOLA DI MAGLIANO DEI MARSI

Era una notte fredda come solo le notti marsicane sanno essere, Maria e Giuseppe attraver-savano il Fucino, intorno buio e silenzio. Costeggiando un canale, percepirono uno strano odore.- Siamo forse arrivati alla nuova terra dei fuochi? Andiamo via, non è il posto giusto per far nascere nostro Figlio!- esclamò Giuseppe preoccupato.
Lungo una strada costeggiata da capannoni abbandonati, videro delle persone davanti ad una grande fabbrica. Nuvole di fumo bianco uscivano dai comignoli, c’erano fuochi accesi e lenzuola piene di scritte, grandi e colorate. – Forse potremo scaldarci intorno a quei fuo-chi- pensò Maria. Si avvicinarono e si accorsero che quelle persone erano molto arrabbiate e stavano protestando: la grande fabbrica voleva lincenziarli.
Ripresero il viaggio ma, anche l’asinello dalle orecchie bianche era stanco, così decisero di fermarsi nella grande città . Arrivati in centro, si accorsero che era faticoso andare avanti, le foglie coprivano i marciapiedi, le loro scarpe se ne erano riempite. Le luci erano tante, ma troppi negozi erano chiusi, non si poteva arrivare in piazza con l’ asinello, perché le strade erano state chiuse al traffico con delle fioriere, due persone parlavano dell’ultima novità: in centro era stato scoperto un fiume sotterraneo.
– Forse sarà meglio cercare l’ Ospedale- pensò Giuseppe – ce n’ è uno molto grande. Prova-rono a cercare aiuto ma, al pronto soccorso, trovarono una gran folla di gente di ogni colore che faceva la fila. Maria era molto pallida, dopo ore di attesa l’ infermiera spiegò che erano stati tagliati i fondi alla Sanità, avrebbero dovuto aspettare e poi magari potevano ricove-rarla a Castel di Sangro. –No- pensò Maria, è davvero troppo lontano. Nella notte la neve brillava su Monte Velino , erano tanto stanchi ma si incamminarono sulla Tiburtina. Il po-vero asinello trottava in mezzo al traffico e si imbatterono perfino in un incidente, i lam-peggianti della Polizia illuminavano la strada. Furono però consolati dalla vista di quei campi verdissimi, pensare che nel passato vi si svolsero grandi battaglie! Superarono Scur-cola, un paesino arroccato su una collina, sembrava un presepe, ma le strade erano gelate, non si poteva arrivare a quel castello antico che si vedeva sulla cima. Avrebbero potuto fermarsi nella grande piazza piena di mosaici o vicino a quella bella fontana della Venere ma…era troppo freddo.
Proseguirono e videro un prato bellissimo, avevano saputo che dopo la grande esplosione dell’ estate, non c’ era più alcun pericolo ma…era troppo freddo.
In fondo alla strada che meraviglia! Li accolse la piazza di un paese che sembrava essere rimasta nel passato, era rivestita da tanti sassolini e l’asinello potè finalmente dissetarsi con l’acqua gelata della fontana dell’Obelisco. Sembrava il posto ideale per far nascere il loro piccolino ma…tutti quelli che incontravano, dicevano che anche lì era arrivata la crisi, i tu-risti erano sempre di meno ed era difficile trovare lavoro.
– No- pensò Giuseppe, – il Bambino non potrà preoccuparsi appena nato!
Per evitare le fredde montagne che circondano Tagliacozzo, tornarono indietro… Maglia-no. Le luci delle case e dei lampioni brillavano, le ultime foglie, cadendo, creavano un’allegra atmosfera, dalle finestre si intravedevano le lucette colorate degli alberi di Nata-le. Maria e Giuseppe incontrarono due persone che parlavano eccitate della fiaccolata di Santo Stefano, un vero avvenimento per i maglianesi. Alla fine di una salita videro una lu-ce abbagliante che illuminava la facciata antica di Santa Lucia! Cominciavano a cadere i primi fiocchi di neve, intorno c’ era un infinito silenzio, superarono l’ arco di pietra . L’ in-terno era illuminato dalle candele che si scioglievano piano. Avvicinandosi all’ altare, Ma-ria diventava sempre più pallida e lentamente si accasciò .
Gesù Bambino era bellissimo, i suoi occhi brillavano come due cristalli ,venne avvolto nel velo bianco di Maria.
La chiesa era fredda, i problemi erano infiniti, ma il sorriso di quel Bambino riscaldava gli animi e dava speranza all’intera umanità.

Classe V B, scuola di Magliano dei Marsi

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