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CLASSE III B, SCUOLA SACRO CUORE DI AVEZZANO

Ai piedi del monte in una conca fertile e verdeggiante sorgeva una ridente e tranquilla cittadina.
Tutto era pronto per la notte di Natale.
Gesù Bambino era in famiglia impegnato nei preparativi per la festa.
Quell’anno non era come tutti gli altri… C’era qualcosa di insolito…
Uscì di casa e si recò nella grande piazza della città. Capì subito che nell’aria si avvertiva un’atmosfera diversa… Non più luci dai mille colori che riflettevano sugli specchi delle vetrine formando numerosi arcobaleni, non più schiamazzi di bambini che giocavano con i candidi fiocchi di neve per le vie della città; non più odori di dolci natalizi appena sformati; non si udivano più melodici canti che in quei giorni di festa rallegravano le famiglie a passeggio per le strade intenti a fare acquisti per la festa.
Che cosa succede?
Perché tutto è così diverso?
Gesù Bambino tornò a casa afflitto e con aria malinconica si adagiò sul divano mentre i suoi genitori proprio in quel momento erano presi dalle notizie che trasmetteva il telegiornale locale:
azienda marsicana dimezza personale causa esubero; attività commerciali costrette a chiudere per le numerose tasse; numerosi furti commessi da persone disperate in cerca di lavoro; case occupate abusivamente; persone che si tolgono la vita perché non riescono a superare le difficoltà quotidiane; stranieri che vagano senza meta accampandosi ai margini della città; persone che lasciano la loro Terra in cerca di un futuro migliore.
Gesù Bambino capì subito che tutte quelle tristi e crude notizie avevano a che fare con quello che aveva visto poco prima: non c’era più tutta quell’allegria che di solito si respira a Natale, le persone erano tristi.
Giunse mezzanotte e Gesù si recò con i suoi genitori a messa, la piazza era ricolma di di fedeli, all’improvviso il campanile della Cattedrale si illuminò.
Tutti i fedeli furono catturati da quella luce che rifletteva sul volto di Gesù Bambino.
Il sorriso di Gesù quella notte allietò tutti i fedeli presenti, ogni casa, famiglia, come se tutti avessero inteso il messaggio di quella luce: era una luce di speranza per un mondo pieno di bontà e di amore, il desiderio di stringere una mano fredda per scaldarla, il desiderio di far sorridere un bimbo triste e solo, il desiderio di far sbocciare un lampo di gioia negli occhi delle persone, anche le più tristi e sconsolate.
Tutta le persone si disposero intorno a Gesù Bambino stringendosi per mano, guardandosi negli occhi sorridendo e trasmettendosi l’un l’altro il più bell’augurio a chi è solo e forse non sorriderà, sperando in un mondo uguale per tutti.

Classe III B, scuola Sacro Cuore di Avezzano

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