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Chiede il permesso per costruire un’abitazione ma nessuno gli risponde, cittadino diffida il Comune di Capistrello

Capistrello. Chiede il permesso per costruire un’abitazione ma dalla casa comunale non riceve risposta, cittadino si rivolge alla Regione e diffida il Comune di Capistrello. L’architetto Bruno Celupica dirigente dell’ufficio pianificazione territoriale, con una nota ufficiale il 28 gennaio scorso ha invitato e diffidato il Comune di Capistrello a provvedere alla revisione del piano regolatore generale in merito ai vincoli urbanistici scaduti per decorrenza dei termini. Tutto ha inizio qualche mese fa quando un cittadino ha presentato agli uffici comunali una richiesta di permesso di costruire. Alla sua domanda, però, nessuno ha risposto e dall’ufficio tecnico comunale non è arrivato alcun riscontro.

Tra i motivi del mancato rilascio le prescrizioni imposte dal piano regolatore generale in merito alle zone vincolate, preordinate all’esproprio, per la realizzazione di opere di urbanizzazione e nel caso specifico di una strada. Dopo vari solleciti e un lungo periodo di inerzia da parte dell’amministrazione comunale, il cittadino che aveva presentato la richiesta ha deciso di intraprendere le vie legali. Tramite il suo legale, Chiara Di Felice, ha attivato le procedure per l’intervento sostitutivo da parte della Regione Abruzzo.

“L’inerzia del Comune di Capistrello e le prescrizioni del piano regolatore generale, che riteniamo ormai decadute, sono alla base della nostra richiesta di intervento sostitutivo alla Regione”, ha dichiarato l’avvocato Di Felice, curatrice della controversia, “l’ufficio regionale preposto ha accolto le nostre osservazioni e imposto al Comune trenta giorni per adempiere. Questa vicenda rappresenta un precedente tecnico-giuridico importante al quale potrebbero seguirne molti altri. Se, infatti, alla scadenza dei trenta giorni il Comune non avrà dato seguito la Regione nominerà un commissario ad acta per risolvere il caso e indicare una nuova regolamentazione delle zone in cui i vincoli del piano regolatore generale possono essere ormai considerati decaduti”

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