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Cercano di togliergli il figlio per un errore burocratico in ospedale, l’odissea di due genitori marsicani

Avezzano. È stato dichiarato infine il “non luogo a provvedere” sullo stato di adottabilità del bambino con revoca della “sospensione della responsabilità genitoriale” per entrambi i genitori. Così si è risolta la vicenda, partita nel lontano aprile 2021, del piccolo V.D. venuto al mondo con diversi problemi di salute, congeniti e non, che è stato protagonista di una vera e propria odissea giudiziaria e burocratica.

In particolare, al momento della nascita il minore presentava ipoglicemia, ipocalcemia, una emorragia oculare, insufficienza tricuspidale, dotto arterioso impervio, oltre ad una lieve insufficienza polmonare. Tuttavia la madre e il piccolo sono stati comunque dimessi dopo soli tre giorni. Una fretta dovuta all’imperare dell’emergenza pandemica da Covid-19 che imponeva la “liberazione di letti ospedalieri”. Un provvedimento però che ha comportato una certa fretta sulle condizioni di salute del bambino che sin dall’inizio apparivano molto serie.

Dopo soli cinque giorni dalle dimissioni la madre, ovviamente scrupolosa ed attenta alle esigenze del figlio, ha deciso di recarsi presso il Pronto Soccorso di Avezzano, visto che non riusciva ad alimentare correttamente il figlio. A questo punto inizia per i genitori un vero e proprio incubo: gli operanti di neonatologia dell’Ospedale di Avezzano hanno segnalato (erroneamente) lo stato di abbandono del minore ed immediatamente sono stati attivati i Servizi Sociali da parte del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, con l’aperura del procedimento di adottabilità del piccolo e la sospensione della responsabilità genitoriale per entrambi i genitori.

Scatta subito la battaglia legale volta a cristallizzare il grossolano errore compiuto dal centro di Neonatologia di Avezzano, che ha trascinato un intero nucleo familiare in balia degli assistenti sociali che volevano a tutti i costi dimostrare l’incapacità dei genitori nella gestione del minore. Tuttavia, dopo il monitoraggio da parte degli assistenti sociali, degli psicologi e del gruppo di “educativa familiare”, il curatore del minore ha chiesto la revoca della dichiarazione di adottabilità “proprio sulla base dell’assenza di pregiudizi per il minore”.

Il Giudice del Tribunale per i Minorenni di L’Aquila, sulla base delle relazioni acquisite e sulla base delle memorie e produzioni documentali da parte della difesa dei genitori, ha ritenuto dunque di “dover escludere la dichiarazione dello stato di abbandono del minore”, in quanto “la sussistenza dello stato di abbandono morale e materiale del minore non piò fondarsi esclusivamente sulla episodicità di un mancato accudimento, soprattutto in una situazione di oggettiva difficoltà dovuta soprattutto alle condizioni di salute del minore che richiedeva uno sforzo maggiore ed inesigibile senza l’ausilio di una struttura sanitaria e comunque trattavasi di una situazione transitoria legata alle circostanze avverse riscontrate al momento della nascita”. Questo quanto ha dichiarato a tal proposito il Giudice del Tribunale per i Minorenni di L’Aquila, Dr. Italo Radoccia, pronunciatosi con sentenza del 23.09.2021 e pubblicata in data 01.10.2021.

Ora la famiglia è nuovamente riunita, il bambino è tornato sotto la responsabilità di entrambi i genitori ed è stato archiviato il procedimento di adozione. La difesa di entrambi i genitori è stata rappresentata dall’Avvocato Alessandra Di Renzo del Foro di Avezzano.