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Centralina mobile a San Vincenzo per analizzare l’aria dopo l’incendio, si attendono gli esiti

San Vincenzo Valle Roveto. Si attendono i risultati delle analisi dell’Arta dopo i rilievi di acqua e aria dopo l’incendio alla piattaforma Gea della scorsa settimana. I tecnici dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente sono tornati in località San Giovanni Nuovo con l’unità mobile per effettuare delle campionature sulle acque del Liri e sull’aria e capire, dopo averle analizzate, se possano essere state inquinate da sostanze tossiche e inquinanti, come diossine e idrocarburi policiclici aromatici, sprigionate dai materiali altamente infiammabili bruciati nell’area di stoccaggio dell’impianto gestito dalla Martinelli e C. sas.

I risultati arriveranno nei prossimi giorni e saranno confrontati con quelli, non ancora resi noti agli amministratori comunali di San Vincenzo Valle Roveto e di Balsorano, delle analisi effettuate la scorsa settimana. Venerdì, infatti, i tecnici dell’Arta si sono recati nella frazione di San Vincenzo Valle Roveto dove si trova la piattaforma Gea e hanno effettuato dei campionamenti che però potrebbero essere alterati. C’erano infatti ancora dei focolai di vetro, plastica e carta attivi e quindi le analisi potrebbero essere influenzate dal fumo che fuoriusciva dall’impianto.

La situazione da sabato è tornata alla normalità nella bassa Valle Roveto. Dopo che venerdì pomeriggio tutti i focolai sono stati spenti i sindaci di San Vincenzo Valle Roveto, Carlo Rossi, e Balsorano, Antonella Buffone, hanno disposto la riapertura della scuola per l’infanzia, primaria e media e ieri i bambini sono tornati regolarmente in classe. È stato revocato anche il provvedimento con il quale si invitavano tutti i residenti dei due paesi a «disattivare gli impianti di aerazione forzata e di condizionamento, tenere chiusi gli infissi esterni, uscire dalle proprie abitazioni solo per motivazioni urgenti». Permane, invece, fino a quando l’Arta non ufficializzerà i risultati delle analisi l’atto comunale con il quale si invitano i cittadini a non consumare la frutta, la verdura e gli ortaggi a foglia larga coltivati negli orti.