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Cappellacci liquidi all’amatriciana, “esperienze di gusto” tra i piatti del nuovo Menù dell’Osteria Sestini

 

Ci prepariamo a lasciare alle spalle l’estate 2020, le temperature tornano ad abbassarsi e sale la voglia di stare in compagnia, magari in un ambiente caldo e accogliente come quello dell’Osteria Sestini, in via Sant’Andrea ad Avezzano.

Cambia la stagione e cambia il Menù, con il bilanciamento tra chi ama mangiare il pesce e chi la carne.

La voglia di stare insieme è tanta ma le regole da seguire sono comunque necessarie e allora sul tavolo c’è il codice Qr che permette di accedere facilmente dal nostro smartphone al Menù, caricato su una piattaforma on line (raggiungibile anche senza codice), all’indirizzo internet http://www.occhioalmenu.it/menu/osteriasestini/.

Scegliamo tra gli antipasti l’uovo alla carbonara, una delle creazioni del giovane e promettente chef Giacomo Piacentino che arriva dalla scuola di Niko Romito e di cui in questi mesi, in cui l’Osteria Sestini ha scelto di investire in un nuovo progetto di comunicazione e marketing, abbiamo già avuto modo di apprezzare fantasia e originalità. Nell’accostamento dei sapori, delle consistenze e degli odori.

Per abbinare un vino, che sia rosso o bianco, arriva il consiglio del “padrone di casa”, Oreste Sestini, da sempre appassionato di buona cucina, che ha creato, nella sua città, un ambiente dove degustare piatti come una vera e propria “esperienza di gusto”.

L’uovo è cotto a 62 gradi, è affogato in una crema di pecorino e parmigiano ed è colorato dal guanciale croccante e dal pepe nero.

Il guanciale è il sapore forte che abbiamo scelto per una oltremodo fredda serata di settembre e allora scegliamo di proseguire con lo stesso abbinamento anche per il primo piatto.

Creati uno ad uno nella cucina dell’Osteria, ecco i “cappellacci liquidi all’amatriciana”, fatti con farina di solina, ripieni con una salsa “liquida” ai pomodorini freschi, serviti su una crema di pecorino, guanciale croccante e chips di pecorino.

Niente sugo dunque. Il pomodoro esce dal rude cappellaccio e scalda il piatto, colorando di rosso lo sfondo della crema del formaggio.

Tutti i prodotti con cui vengono realizzati i piatti arrivano dalla filiera locale, dalle farine, alla carne, fino alle verdure.

Anche il pane è fatto da Piacentino: uno dei più apprezzati è quello realizzato con la farina di grano di solina.

I piatti non sono abbondanti come quelli a cui ci hanno abituati le nonne marsicane ma saziano con genuinità e sapori decisi. A questo punto non vogliamo però rinunciare comunque ad assaggiare il “Codone 55”, piatto riproposto nella carta, in quanto uno dei più amati e ricercati dai clienti che scelgono il ristorante che lo scorso luglio ha tagliato il nastro dei due anni di attività.

La carne è tenerissima perché viene cotta a 55 gradi per otto/dodici ore, viene scottata in padella e servita accompagnata da delle verdure fresche.

In chiusura non riusciamo a resistere nemmeno a uno dei nuovi dolci inseriti nel Menù.

Con le pallotte di lime e cedrina, in brodo di frutti rossi, ci facciamo ingannare e se chiudiamo gli occhi, riusciamo facilmente a pensare che in fondo l’estate ancora non ce la fa a dirci addio almeno fino al prossimo anno.

Ognuna delle due pallotte sistemate in un piatto che si presenta particolarmente elegante e sofisticato è soffice e fresca come una nuvola di fine estate.

Lascia in bocca il retrogusto del lime che si lega con la cedrina e poi lo spezza con il cioccolato che scricchiola e che affoga nei frutti rossi.

Accanto a noi c’è invece chi proprio non riesce a rinunciare alla tradizione del tiramisù, fatto quasi ogni giorno.

Ma non pensate al solito biscotto imbevuto di caffè, fatto alla macchina e avvolto dal mascarpone.

In questo c’è la ricotta di pecora. Il caffè è fatto alla moka e la consistenza è quella del soffice cuscino che ci aspetta a casa, dopo una cena fuori con gli amici, in una tranquilla serata in un angolo di piacere del gusto, immerso nella Marsica.

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