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Caos Trenitalia: mezzi dell’anteguerra a passo di lumaca. Raffica di ritardi sulla linea Avezzano-Roccasecca

Avezzano.  La situazione della linea Avezzano-Roccasecca si fa sempre più assurda, continuando a danneggiare gravemente tutti coloro che sono costretti ad usufruirne. L’estate, nel mese di luglio, si è sempre ricorsi al servizio sostitutivo proprio per le difficoltà delle vetture, ma quello che sta capitando in questi giorni ha dell’incredibile. I Treni- lumaca viaggiano anche con un’ora, un’ora e mezzo di ritardo, lasciando in attesa i passeggeri che inconsapevoli , con questo caldo, sono costretti ad attendere “comodi” sulle panchine delle varie stazioni, sotto il cocente sole, visto che al fresco dentro le stazioni, dove è possibile a volte( quando le macchinette non sono fuori uso) fare i biglietti, non ci sono panchine o sedili su cui sostare.

I ritardi  hanno messo a dura prova, una volta di più, la pazienza degli abbonati e dei viaggiatori occasionali anche perché hanno riguardato tutte le corse, quella che era per gli studenti, delle 07,30, quella delle 11,03, quella delle 13,27 e quelle serali. Ecco perché si chiese alla Tua di ripristinare la corsa delle 10,30 e quella delle 13  che, se pure passando allo stesso orario del treno, davano la possibilità di evitare questi inconvenienti, oltre alla comodità delle fermate in periferia. La tratta, si sa, ha sempre fatto acqua da tutte le parti, come dicevamo in passato, soprattutto perché le stazioni non hanno personale e non c’è mai stata la possibilità di sapere i ritardi in tempo reale cosicché non sempre si è potuto provvedere ai ritardi con mezzi propri o in alcuni casi addirittura con mezzi di fortuna. I treni in questione sono treni vecchissimi, costretti a passo di lumaca poiché si surriscaldano e per evitare il peggio, il macchinista è costretto a rallentare. La cosa assurda è che i vagoni ormai inefficienti ed a rischio, dopo le rimostranze del personale ferroviario, sono stati sostituiti con mezzi dell’anteguerra, vetture vecchie e scalcinate, completamente impossibilitate a svolgere un servizio in piena efficienza e tempestività.
Qualche passeggero, dopo i primi ritardi, ha contattato la stazione di Avezzano ed è riuscito a sapere l’entità del ritardo di volta in volta, di ogni singola corsa, grazie alle informazioni del capostazione , che in tutto questo risulta essere l’unica persona disponibile e collaborativa. La cosa più bella è la mancanza di rimborso per i biglietti mai utilizzati che si trovano nelle tasche dei viaggiatoti con regolare vidimazione. L’assurdo nell’assurdo, nessuno né del personale viaggiante, né del personale in stazione, ha mai saputo cosa farne di quei biglietti timbrati a vuoto, l’unica cosa certa è la loro inutilità per i giorni a venire. Dopo il danno, anche la beffa. Monica Virgilio