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CaffèLive #2: sapevate che il caffè era considerato la bevanda del diavolo?

Siete curiosi di scoprire la storia del caffè? Lo beviamo tutti i giorni, eppure, raramente siamo a conosenza di quali sono state le tappe che lo hanno reso oggi una bevanda irresistibile. Ecco di cosa si parleralà in questa nuova puntata di #CaffèLive, la rubrica dedicata agli appassionati del caffè, in collaborazione con “Casa del Caffè” a Cappelle dei Marsi.

In Italia il caffè fa la sua comparsa a Venezia intorno al 1570 quando Prospero Alpino, botanico e medico, ne porta alcuni sacchi dall’Oriente. Inizialmente, il caffè viene venduto in farmacia e solo i ricchi possono permettersi il lusso di acquistarlo.

Per un lungo periodo, è fermamente osteggiato da alcuni fanatici cristiani che vogliono vietarne l’uso, considerandola “bevanda del diavolo”. L’accusa, infatti, era che fosse un diabolico “sdoppiatore dell’io”, capace di rendere vigili, loquaci e troppo disinibiti. Si narra che addirittura l’arcangelo Gabriele avesse offerto il caffè al profeta Maometto, il quale dopo averlo bevuto “disarcionò in battaglia ben quaranta cavalieri e rese felici sul talamo addirittura 40 donne”!

E’ il pontefice Clemente VIII a sdoganare definitivamente i pregiudizi che hanno circondato per secoli il caffè “Questa bevanda del diavolo è così buona… che dovremmo cercare di ingannarlo e battezzarlo!“ e ad inaugurare l’irrefrenabile ascesa della bevanda.

Nel 1615 apre così il primo spaccio di caffè a Venezia e un secolo dopo, nel 1720, in piazza San Marco apre i battenti il celebre caffè Florian, che ancora oggi vanta quell’ascendenza e il titolo di “caffé più antico del mondo”. Nel 1763, a quasi duecento anni l’arrivo del caffè in Italia, nella sola città di Venezia si contano ben 218 “caffetterie”; parallelamente ogni città d’Europa possiede almeno un caffè. Le residenze nobiliari sono spesso dotate di appositi edifici destinati al consumo del caffè e della cioccolata in tazza, le kaffeehaus, ispirate a quelle dei giardini reali di Sassonia.

Nati come taverne, i caffè diventano luoghi di aggregazione e convivialità disimpegnata e spesso sedi di dibattito contestazione politica. Durante l’illuminismo rappresentano il ritrovo di filosofi, artisti, uomini politici e scrittori, tanto che il pensatore italiano Pietro Verri chiama Il Caffè la rivista da lui fondata ed Il commediografo veneziano Carlo Goldoni, nel 1750, dedica al tema la sua commedia di maggior successo, La bottega del caffè.

E’ il 1902, quando nasce a Milano, l’ESPRESSO: l’ingegner Luigi Bezzera inventa una macchina che sfrutta l’alta pressione per filtrare il macinato. Nel 1933 l’imprenditore Alfonso Bialetti mette a punto l’intramontabile MOKA, dove l’acqua portata a ebollizione sale dal basso.

Ma questa è tutta un’altra storia… Alla prossima puntata!

Visita il sito: www.casadelcaffe.eu

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