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Botte, insulti e sputi alla madre: scatta codice rosso per un’anziana costretta anche a prostituirsi

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Avezzano. Ha raccontato di subire botte e maltrattamenti dalla figlia già da anni. Calci, pugni ma anche sputi. Ha anche confidato di quando la figlia le ha sputato in bocca sperando che prendesse il covid.

È una storia molto triste e molto violenta quella che ha coinvolto un’anziana marsicana che ora si trova affidata alle cure di un centro antiviolenza.

La donna ha detto di non aver mai avuto il coraggio né di andare in pronto soccorso dopo le botte né di presentare una denuncia. Perché la figlia continuava a ripeterle che se lo avesse fatto, l’avrebbe uccisa.

Fino a una sera di settembre, quando la donna è riuscita a fuggire dalla figlia che per l’ennesima volta, la stava picchiando.

La donna è scesa in strada presa dal panico e ha iniziato a chiedere aiuto. Quella sera per fortuna si è imbattuta in un carabiniere che ha chiamato subito il numero di emergenza. Sul posto è arrivata una pattuglia della polizia che è subito intervenuta per metterla al sicuro.

L’anziana è stata accompagnata in commissariato e per lei si è attivato tutto il protocollo del codice rosso che prevede la presa in carico delle persone che subiscono violenza. Un protocollo che permette alle “vittime” di ricevere subito tutte le cure del caso. Ma soprattutto che garantisce protezione evitando che si torni negli ambienti in cui si subiscono i maltrattamenti.

È così che la donna è stata dapprima curata dai sanitari dell’ospedale e poi è stata ascoltata dagli agenti della squadra anticrimine del commissariato. In tutto l’iter è stata seguita dal personale qualificato della Croce Rossa di Avezzano, del Centro Antiviolenza. Uno staff di professionisti che cura le donne in difficoltà e che le sostiene, “regalando” quello che molte volte manca a tante persone che non trovano il coraggio di denunciare: il coraggio.

La donna ha anche raccontato di come dopo la separazione dal marito abbia vissuto una vita turbolenta, fatta di difficoltà: la figlia da numerosi anni è in cura al Centro di igiene mentale e spesso a salvare la madre dai suoi momenti violenti era solo la compagna della ragazza.

Una vita fatta di espedienti, tra cui spesso è rientrata anche la prostituzione a cui la donna era costretta proprio dalla figlia. Unica entrata, infatti, quella del reddito di cittadinanza.

Tutte circostanze su cui comunque sono ancora in corso le indagini della polizia. Ancora da dimostrare dunque.

Intanto però la donna è stata allontanata. È ora distante da quel mondo che tanto la faceva soffrire.

Continua su tutto il territorio della Marsica il lavoro del Centro Antiviolenza della Croce Rossa, punto di riferimento per le donne che subiscono violenza. Di pari passo va avanti quello degli agenti di polizia: un lavoro congiunto che cerca di arrivare nel più breve tempo possibile alle persone in difficoltà.