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Ballerina stuprata, salva dopo la fuga nel bosco. 6 mesi fa un’altra vittima dichiarò: «lo rifarà

Avezzano. Prima violentata e minacciata con un coltello, poi la fuga dalla macchina nel bosco, seminuda, per chiedere aiuto e rifugiarsi in una casa isolata. Ore da incubo quelle vissute da una entraineuse romena di 40 anni. In cella è finito Massimo Di Toro, piastrellista avezzanese di 50 anni, già sotto inchiesta per un altro caso di violenza sessuale, sempre nei confronti di una ballerina straniera di night. L’altra ragazza aveva dichiarato lo scorso agosto dopo la scarcerazione del 50enne: “lo rifarà”. Polizia arresto volante Massimo Di ToroSecondo il giudice, però, era “carente il presupposto della gravità indiziaria”, caratteristica necessaria per emettere le misure cautelari, insomma, non c’erano prove sufficienti. Ora un altro caso. Stavolta, secondo l’accusa che ha portato all’arresto, la scorsa notte l’uomo avrebbe conosciuto la giovane ballerina nel locale e, dopo del tempo passato insieme in un Bingo della periferia di Avezzano, al momento di riaccompagnarla in auto a casa l’avrebbe condotta in un luogo di campagna alla periferia di Avezzano, vicino al cimitero di Antrosano. Sotto la minaccia di un coltello, l’avrebbe violentata. Riuscita a fuggire, la donna avrebbe trovato rifugio in una casa, dopo un chilometro di corsa disperata tra la vegetazione, seminuda, nel buio, in preda al panico. Gli inquilini hanno chiamato il 113 e sono iniziate le ricerche della squadra anticrimine, guidata dal sostituto commissario Gaetano Del Treste. Dopo una serie di rapidissimi riscontri, sono riusciti ad identificare il presunto autore della violenza, arrestato su provvedimento del pubblico ministero Roberto Savelli. La donna, nel frattempo, è stata medicata e assistita al pronto soccorso. Nell’agosto dello scorso anno, l’uomo era uscito dal carcere tre giorni dopo l’arresto da parte dei Carabinieri di Tagliacozzo. Il Gip, Paolo Andrea Taviano, aveva rilevato che la denuncia della presunta vittima appariva dettata “più dalla preoccupazione di giustificare al convivente la propria assenza da casa dopo la chiusura del night, piuttosto che dal verificarsi dei fatti criminosi di cui vi sono pochi e contraddittori riscontri”. In questo caso, gli uomini del commissariato di Avezzano stanno lavorando per fornire al magistrato riscontri oggettivi e un quadro accusatorio solido. In questo senso, come conferma il capo del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Avezzano, Paolo Gennaccaro, le indagini sono in pieno svolgimento per verificare altri episodi, anche fuori dalla Marsica, che potrebbero avvalorare l’ipotesi che si possa trattare di uno stupratore seriale. “Il secondo episodio nel giro di alcuni mesi è indice di pericolosità specifica quindi è d’obbligo allargare il campo pensando ad un comportamento seriale, stiamo lavorando per verificare se ci sono responsabilità dell’uomo in altri episodi, non solo nella zona di Avezzano” spiega Gennaccaro, “contestualmente vogliamo comunque subito cristallizzare le prove per avere un quadro accusatorio certo sull’ultimo episodio”.