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Avezzano si prepara alla festa della Madonna di Pietraquaria e ai focaracci

Avezzano. Si ripete, anche quest’anno, la festa in onore della Madonna di Pietraquaria. È una delle più affascinanti tradizioni della Città di Avezzano dove si celebrano le vicende miracolose che videro protagonista la sacra effige di Maria. Una festività che inizia la sera del 26 Aprile e termina alle prime luci dell’alba del giorno dopo con il pellegrinaggio che dal Santuario della Madonna, attraverso la via crucis del Monte Salviano, arriva fino alle porte della città, dove, una delegazione di avezzanesi, accoglie la processione e il quadro raffigurante la Vergine, che giunge nella Cattedrale per la Messa solenne celebrata al mattino. Le origini di questa particolare devozione sono legate ad un miracolso evento del 1779 e al 27 aprile di quell’anno, ricordato per l’estrema siccità; l’immagine sacra venne portata per la prima volta in processione ad Avezzano al fine di invocare la grazia della Madonna. Le preghiere furono accolte, poiché nel giro di poche ore il cielo si riempì di nuvole e un’abbondante pioggia irrigò i campi. Alcune fonti sostengono l’esistenza del borgo abitato di Pietraquaria già in epoca imperiale, ma le prime testimonianze certe risalgono al XII secolo, quando il borgo godeva di una certa importanza tra i paesi del Monte Salviano. All’epoca, era già stata eretta la Chiesa di Santa Maria che custodiva al suo interno il quadro raffigurante la Madonna, collocato sull’altare maggiore. Il paese di Pietraquaria, posto sul Monte Salviano, apparteneva al feudo del Conte d’Albe, signore ghibellino alleato di Corradino di Svevia, sconfitto da Carlo d’Angiò nella battaglia dei Piani Patentini, e l’intero feudo fu oggetto della vendetta da parte del re Carlo che raggiunse la nemica Albe e la distrusse. Secondo la tradizione, Carlo attraversò i casali del Salviano, giungendo a Pietraquaria e costringendo la popolazione ad abbandonare le case per cercare rifugio presso la vicina Avezzano. Il paese, disabitato, cadde in rovina, ma i suoi abitanti esuli portarono nel cuore la devozione all’icona sacra della Chiesa di Santa Maria. Nonostante il lungo tempo trascorso, l’effige sacra fu recuperata intatta tra le rovine della chiesa che intorno alla metà del XIX secolo, divenne oggetto di importanti lavori di restauro e ampliamento con l’aggiunta di un piccolo convento. Grazie all’aiuto del Principe Alessandro Torlonia, nel 1881 la nuova chiesa era pronta e un nuovo campanile si ergeva di fianco all’edificio. I festeggiamenti commemorativi cominciano la sera del 26 aprile con i Focaracci di Pietraquaria: ogni quartiere organizza un falò usando fascine di rami secchi e, intorno ai quali la gente si riunisce per suonare, cantare e mangiare. Secondo la leggenda, la tradizione dei Focaracci nasce da una vivace discussione avvenuta tra gli avezzanesi e gli abitanti di Cese, su chi meritasse la protezione della Madonna di Pietraquaria. Non trovando soluzione, si decise di posizionare la Madonna con lo sguardo girato verso sud affinché fosse Lei a scegliere. Gli avezzanesi accesero dei grandi fuochi in tutta la città, attirando così l’attenzione della Madonna la quale si voltò incuriosita a guardare quanto accadeva ad Avezzano e ne divenne così la protettrice. La lieta ricorrenza viene sempre festeggiata con la dovuta solennità da parte dei fedeli i quali offrono con tutto il cuore alla Vergine Santissima del Salviano il proprio affetto filiale e fervide preghiere perché dia loro sempre il Suo aiuto e la Sua protezione. Nel 1988, in occasione della ricorrenza del 150° anniversario dell’incoronazione della Madonna e del Bambino è stata indetta una “Peregrinatio Mariae” durante la quale la Madonna, accompagnata dai Padri Cappuccini del Santuario e da membri della Confraternita di Pietraquaria, ha visitato tutte le parrocchie della forania di Avezzano dove è rimasta per un giorno nelle rispettive Chiese. La “peregrinatio” si è conclusa con la sosta nella Cattedrale dove è rimasta alla venerazione dei fedeli per cinque giorni. Durante questo viaggio la Madonna è stata accolta da moltissimi fedeli, sia di giorno che di notte. Tutte le persone, di ogni età e di qualsiasi condizione fisica, hanno pianto di gioia e di commozione rinnovando così la devozione alla Madonna di Pietraquaria. L’allora Vescovo dei Marsi Mons. Biagio Terrinoni partecipò con grande entusiasmo a questo viaggio ricco di grazia e di santità. Gianluca Rubeo

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