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Avezzano nel caos, Fedele: crisi è figlia di scontri personali, commissario è male non compreso ma inevitabile

Avezzano. In perfetto stile grillino, Giorgio Fedele, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, non le manda a dire. E, circa il caos nel quale è piombata la città di Avezzano con la recente crisi politica, con equità e fermezza non risparmia critiche all’amministrazione uscente di De Angelis e all’opposizione a guida Gianni Di Pangrazio.

Presente a entrambe le conferenze stampa che in questi giorni sono andate in scena all’interno del municipio cittadino, Fedele ha voluto dire la sua e ne ha approfittato per togliersi dalla scarpa alcuni sassolini. Oltre a questi, anche una risposta al vetriolo elargita nei confronti di chi ha accusato lui e la sua squadra di dover alzare l’asticella del proprio livello politico: “trovo assurdo che queste cose vengano dette da chi ha portato scompiglio in città”.

Relativamente agli argomenti trattati dall’opposizione nel corso della conferenza stampa svoltasi ieri, abbiamo avuto modo di riscontrare la sua forte contrarietà a quanto emerso nel corso della stessa. Cosa l’ha infastidita nello specifico e in cosa, secondo lei, non si è stati precisi?

Nulla mi ha infastidito, ma resto rammaricato dal modo con cui è stata trattata la fine dell’amministrazione del sindaco De Angelis e di come ci si è approcciati al commissariamento per la città di Avezzano. Da quando De Angelis e Di Pangrazio hanno iniziato questo litigio costante, la città è ostaggio di uno scontro continuo tra due figure politiche. Scontro che nulla ha a che vedere con idee per la città e per i cittadini, ma si è concretizzato in una bagarre personale che non ha giovato né alla città in termini di opere, né all’opposizione. Quest’ultima non ha minimamente svolto il suo ruolo, prendendo parola esclusivamente per inasprire i toni tra queste due fazioni politiche con a capo i due litiganti. Io amo Avezzano, è la città che mi ha dato i natali e che mi ha cresciuto, e se non fosse stato per la presenza di Francesco Eligi, unico rappresentante politico a continuare a lavorare per la comunità senza prestarsi a questo scontro di potere, non mi sarei sentito rappresentato da nessuno. E come me tanti altri cittadini. Ed è qui che la politica di De Angelis e di Di Pangrazio ha fallito: non hanno pensato ad Avezzano, ma solo a dimostrare i torti dell’altro.

Ospedale di Avezzano: ha ribattuto con decisione e fermezza a Di Berardino, dimostrando di non condividere quanto detto. I cittadini, però, chiedono chiarezza. Cosa devono sapere?

Non posso condividere quanto dichiarato da Di Berardino, specialmente alla luce del fatto che oggi sono un rappresentante delle istituzioni. Non mi trova assolutamente d’accordo sul ricorso a risorse private per la costruzione del nuovo ospedale di Avezzano. Nosocomio che da anni attendiamo venga realizzato e che, dopo le chiusure e il depotenziamento delle strutture di Pescina e Tagliacozzo, riveste un ruolo ancora più importante e centrale per la tutela della salute dell’intera Marsica. Ma questo progetto, dal costo di circa 86 milioni di euro secondo l’ex Governatore D’Alfonso, che di Berardino ha citato, doveva essere finanziato al 50% da capitali privati attraverso il cosiddetto project financing.

Quali sono i rischi che questa operazione comporta?

Il rischio concreto è quello di svendere al privato il servizio sanitario locale. Perché l’imprenditore che versa 40 milioni di euro per la realizzazione di un ospedale non lo fa certo per spirito di beneficenza, ma perché pensa a un profitto che avrà attraverso tutti quei servizi che, seppur non strettamente medici, fanno il buono ed il cattivo tempo sulla qualità dell’offerta sanitaria di una struttura sanitaria. Pensiamo solo alla mensa, alle pulizie e alla vigilanza, alla fornitura di energia ecc. Servizi che avranno come primo obiettivo quello di far rientrare l’investitore delle spese, più che tutelare i pazienti e i dipendenti della struttura. Ma l’ospedale non può rappresentare un profitto per qualcuno.

I fondi per l’edilizia sanitaria ci sono?

Si, ci sono, il ministero lo ha comunicato da tempo anche alla Regione Abruzzo, quindi fin quando Marsilio non renderà nota la sua volontà relativamente alla finanza privata, su come usarla e in che misura, non sarò mai d’accordo con Di Berardino. Avezzano ha bisogno di un nuovo ospedale, ma non possiamo permettere che per i prossimi 30 o 60 anni gli abruzzesi debbano ripagare un’ipoteca sul diritto alla salute a qualche imprenditore.

L’opposizione ha accusato più volte una mancanza di confronto e condivisione. In cosa, secondo lei, il sindaco De Angelis ha ben operato e in cosa, invece, avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione? Una delle caratteristiche del M5s è sempre stata quella di andare avanti per la propria strada, esattamente come dichiarato dal sindaco uscente. Si trova d’accordo con questo modo di operare?

Non c’è stata progettualità e non è stata realizzata quell’idea di città che era stata promessa ai cittadini. Questa amministrazione ha singhiozzato fin dal primo momento. Il problema non si può banalmente circoscrivere al fatto che il sindaco si sia trovato senza una maggioranza, per la cosiddetta “anatra zoppa”. Il problema è quella forma mentis che si traduce nel volersi candidare con il fine ultimo di vincere, piuttosto che con il fine di voler amministrare bene una città. Così, quando non hai una squadra, un’idea comune, un obiettivo condiviso per risollevare la città, devi scontrarti su tutto anche all’interno della tua maggioranza. Una situazione non nuova per Avezzano. Anche il sindaco Di Pangrazio, infatti, operò innumerevoli rimpasti per arrivare alla fine del mandato. E’ questo il prezzo da pagare quando si creano misticanze di idee e pensieri con il solo fine di accumulare voti. A rimetterci sono sempre i cittadini. Gli stessi cittadini a cui questo sindaco si è presentato rivestito di civismo, fermo restando che alla prima tornata elettorale delle politiche si è riscoperto uomo di partito spalleggiando Forza Italia. Così come alle regionali e alle europee. A questo proposito vorrei sottolineare la straordinaria coincidenza che ha visto questa amministrazione mollare le redini solo dopo le tre tornate elettorali imminenti. Resto colpito da come una coalizione a trazione civica si sia riscoperta di centro destra per tre turni elettorali e poi si sia sciolta immediatamente dopo, quando all’orizzonte non c’erano più elezioni.

Cosa risponde a chi ha accusato il M5S di non essere collaborativo, specialmente con il centrosinistra? Abbiamo sentito che l’hanno accusata di dover alzare il “tiro” della vostra politica.

E’ la prima volta che la sento questa accusa e non trovo riscontro nell’affermazione di voler alzare il tiro. Quello che posso dire con assoluta certezza è che il Movimento 5 Stelle, sia prima che dopo aver avuto un rappresentante all’interno del consiglio comunale, è sempre stato collaborativo e ha cercato un dialogo con il sindaco di turno. Mi permetta però di sottolineare che a prescindere dalle figure che si sono alternate alla guida della città, come M5S abbiamo sempre avuto ben saldo il principio che sono le idee ad avere un valore ancora di più della persona che le propone. La visione politica che ha caratterizzato Avezzano negli ultimi sette anni non ci rappresenta e non ci trova d’accordo. E a conti fatti, come darci torto?

Il commissario prefettizio è davvero il male minore per la città di Avezzano?

Il commissariamento è un male ormai inevitabile, non è il male minore. Mi sconforta la consapevolezza che poteva essere evitato. Altrettanto mi sconforta la gioia di alcuni componenti dell’opposizione che forse non si rendono conto di cosa significhi realmente questo per la città. Una consapevolezza che invece aveva avuto il nostro consigliere comunale Francesco Eligi che, già un anno fa, dimostrando lungimiranza, si era accorto del tracollo di questa amministrazione ed aveva auspicato per una maggioranza allargata che permettesse almeno di arrivare a dicembre e che avrebbe consentito alla città di Avezzano di andare al voto in un momento in cui sia il Governo centrale sia quello della regione Abruzzo erano in dirittura di arrivo per la legislatura corrente.

In quel caso ci saremmo trovati davanti ad un male minore?

Si, perché Avezzano non avrebbe perso nessuna occasione, cosa che probabilmente accadrà adesso poiché sia il Governo che la Regione sono in piena attività e non credo che un commissario si prenda la responsabilità di svolgere azioni diverse da quelle dell’ordinaria amministrazione. Quindi tutte le occasioni che saranno messe in campo sia dal Governo che dalla Regione Abruzzo vedranno Avezzano fuori dai giochi. Questo mi preoccupa molto e spero che i cittadini comprendano da cosa nasce questo commissariamento. Avezzano in modo trasversale è stata penalizzata dal centro sinistra prima e dal centro destra poi, è ora che i cittadini scelgano un cambio di rotta. Oggi De Angelis lascia al commissario una città con tante questioni ancora aperte e che difficilmente nei mesi che seguiranno saranno risolte, attendiamo il 2020 con la consapevolezza che saremo fermi mentre tutto il resto andrà avanti. Sarebbe bastato ascoltare chi è stato più lungimirante per evitare questo disastro.

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