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Avezzano: i fuochi per la Pietraquaria hanno portato multe a chi non ha rimosso le ceneri

Avezzano. “Dopo aver ricevuto la segnalazione dall’organizzatore di uno dei fuochi tradizionali della città, che vengono accesi la sera del 26 aprile in onore della Madonna, multato per non aver rimosso le ceneri residue del fuoco della Pietraquaria, mi sento di intervenire come cittadino e in qualità di coordinatore Marsicano e consigliere Nazionale del PSI: “Voglio subito chiarire che concordo sul principio che chi organizza eventi e manifestazione deve poi provvedere a lasciare i luoghi interessati come li ha trovati. Detto questo, però, contesto sicuramente il metodo, una sanzione di 200 euro, sicuramente va a rappresentare un problema per chi, con sacrifici, entusiasticamente lavora per la buona riuscita della celebrazione e che alla fine si ritrova anche sanzionato e indicato come una sorta di inquinatore.

Senza considerare il fatto che gli organizzatori dei fuochi della Pietraquaria dicono di avere avuto dal comune assicurazione verbale che sarebbe passata la Tekneko a ritirare i residui dei fuochi stessi, ma anche se così non fosse, vista l’importanza della storica e religiosa ricorrenza, ritengo che invece di passare subito alle sanzioni, si poteva invitare e sollecitare gli organizzatori a ripulire i luoghi, e poi, qualora tale comportamento fosse stato in qualche modo reiterato, allora passare alla fase sanzionatoria e di repressione. A mio giudizio il problema è alla base, poiché sono tantissimi i cittadini che lamentano una totale chiusura da parte dell’amministrazione di Avezzano che, sostengono molti, addirittura, rimuovono critiche e commenti negativi o semplici segnalazioni di gravi disagi e problemi dalla pagina Facebook dell’amministrazione di Avezzano, bloccando di fatto gli stessi.

È un atteggiamento errato tanto è vero che la città si è distaccata da questi amministratori e ricorre ai consiglieri di minoranza o ad esterni come il sottoscritto, affinché facciano arrivare queste critiche, queste segnalazioni e questi problemi alle orecchie di sindaco e giunta. Il comune, il sindaco e la giunta, ma lo stesso consiglio nella sua interezza e in tutte le sue componenti, devono essere aperti e amichevoli con i cittadini, ai quali non serve censura e altro, ma risposte e ascolto.

Far sparire critiche e segnalazioni di disfunzioni e disagi, è un bruttissimo segnale. Inevitabilmente mi sovviene alla memoria il “Telefono Aperto” del sindaco Mario Spallone, che addirittura oltre alla presenza in comune e alle frequenti visite nei quartieri, aggiunse questo strumento, ai tempi internet era ai primi passi, per avere il contatto diretto con i cittadini e cercare di risolvere anche il più piccolo problema e, soprattutto, ascoltare i cittadini e dare loro immediate risposte.

Questo, per me, è avere un corretto rapporto democratico e costruttivo fra amministratori e amministrati. L’opposto porta a forme che si possono considerare autoritarie, trasmettendo incertezza e senso di abbandono”.

Così si è espresso, attraverso una nota, Sergio Di Cintio, rimasto molto colpito da quanto accaduto in città.

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