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Arrestato dopo la denuncia della moglie perseguitata, ma si scopre che lui era da un’altra parte al lavoro in cantiere

Avezzano. Viene arrestato  per essersi avvicinato all’abitazione della ex nonostante il provvedimento del tribunale che gli impediva di tornare in paese dopo l’accusa di maltrattamenti,  ma si  scopre che non era lui  perché si trovava a Salerno proprio a quell’ora per lavoro.

E’ stato scarcerato  dopo venti giorni di domiciliari. E’ quanto accaduto a Capistrello dove P.P., 42 anni, del posto, è finito nei guai dopo la denuncia della moglie. Secondo l’accusa, lui le aveva reso l’esistenza invivibile con comportamenti violenti in casa. Sempre secondo quanto riportato nelle denunce, lui la  opprimeva, la ingiuriava e l’aggrediva tra le mura domestiche. Una situazione che sarebbe andata avanti per diverso tempo fino a quando lei non ha deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine denunciando i presunti episodi di violenza domestica.

Dopo la segnalazione della donna alle forze dell’ordine e dopo le indagini, era stato accusato di maltrattamenti in famiglia e sottoposto a un primo provvedimento restrittivo. In un primo tempo aveva subito un divieto di avvicinamento, e poi di dimora nel Comune di Capistrello. Era infatti stato visto, secondo l’accusa,  a bordo di un’auto aggirarsi attorno ai luoghi frequentati dalla moglie.

La donna ha presentato quindi una terza querela che ha portato all’arresto. Secondo l’accusa aveva violato il provvedimento recandosi il 30 giugno e il 2 agosto a Capistrello. La sua auto era stata ripresa infatti dalle telecamere di sorveglianza che si trovano in alcuni punti del paese. Erano stati disposti di conseguenza gli arresti domiciliari dove è rimasto per venti giorni fino a quando non c’p stato il ricorso al  tribunale della libertà presentato dall’avvocato Rosita Di Lorenzo.

In sede di udienza di riesame è stato dimostrato che a bordo dell’auto non c’era il 42enne, ma il padre. Lui infatti si trovava in una occasione a Roma e un’altra a Salerno, nei cantieri dove lavora alla presenza di altri colleghi. Quindi non poteva essere a bordo dell’auto. Per tale motivo il provvedimento è stato revocato dal tribunale della Libertà dell’Aquila. Restano però le accuse di maltrattamenti per le quali le indagini procedono e che potrebbero portare al rinvio a giudizio.

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