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Appalti in sette Comuni: chiesto il rinvio a giudizio per 33 persone tra politici, imprenditori e tecnici

Tra le accuse associazione per delinquere, corruzione, estorsione e turbativa

Avezzano.  Sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa d’asta, estorsione, concussione, falso, riciclaggio, usura e responsabilità amministrativa. Nei loro confronti il sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato ha chiesto il rinvio a giudizio davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Avezzano Maria Proia Sotto accusa sindaci, amministratori, professionisti e imprenditori.

Le indagini riguardano  illegittimità avvenute in sette Comuni della Marsica: Avezzano, Cerchio, Trasacco, Collelongo, Villavallelonga, Celano e Ortucchio. Ciò in relazione agli appalti e gestione del servizio di pubblica illuminazione. Tutto nasce dalle dichiarazioni di un imprenditore titolare di una società.

Le 33 persone coinvolte e per le quali è stato chiesto il  rinvio a giudizio sono l’ex assessore di Avezzano, Maurizio Bianchini, l’ex sindaco di Ortucchio Federico D’Aulerio e l’ex sindaco di Collelongo Angelo Salucci, difesi dagli avvocati Roberto Verdecchia e Leonardo Casciere. Rinvio a giudizio chiesto anche per  Gianfranco Tedeschi, sindaco di Cerchio, Mariano Santomaggio, ex consigliere comunale di Avezzano, e Danilo Paolini, per fatti presumibilmente commessi dall’anno 2009 all’anno 2014, difesi dall’avvocato Aldo Lucarelli. Sotto accusa anche l’ex senatore di centrodestra e attuale amministratore di Celano, Filippo Piccone. E poi ancora Luigi Babusci, Martorano Di Cesare, Gianluca Del Corvo, Luca Dominici, Francesco Di Stefano, Claudio Tonelli, Mario Quaglieri, Guido Pignanacci, Luca Manzoni, Paolo Venditti, Ermanno Bonaldi, Mario Gatti, Aurelio Maurizi, Manfredo Salvatore e Luigi Ciaccia, oltre a Paola Quaglieri, sorella del sindaco di Trasacco Mario, Francesco Maria Marcelli, Fabio Buccitti, Mario Aureli, Domenico Palumbo, Corrado De Angelis, Cesidio Piperni, Elio Morgante, Vittoriano Frigioni e Giampiero Attili. Nel collegio difensivo ci sono, tra gli altri, Antonio e Pasquale Milo, Mario Guanciale, Roberto Marino, Domenicantonio Angeloni, Paolo Colaiuda, Franco Colucci, Massimiliano Zitti, Carlo Polce e Gianclemente Berardini.

Il grande accusatore è  l’allora legale rappresentante della fallita società Seridue srl, Angelo Capogna. Nei due interrogatori ai pubblici ministeri del 25 e 28 febbraio 2015 e nei successivi sei interrogatori resi alla squadra Mobile della questura dell’Aquila del 16 e 28 marzo, 1 aprile, 9 e 28 maggio e 1 giugno 2015, avrebbe ricostruito la vicenda che lo vede coinvolto in quanto corruttore per specifici episodi di  turbativa d’asta e corruzione, oltre che nel reato di associazione per delinquere.

Le eccezioni sollevate dalle difese sono state diverse e una  riguarda la proroga delle indagini. Secondo le difese, la procura avrebbe omesso di chiedere la proroga di indagine sei mesi per sei mesi ma protraendola per un intero anno. L’eccezione è stata accolta solo in parte. Infatti non tutti i documenti prodotti  dopo il primo semestre non saranno utilizzati, ma  solo per quelli successivi a settembre 2015. L’udienza è stata programmata per il 4 dicembre prossimo.

 

 

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