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Api, Idv e associazioni bocciano il Piano di edilizia scolastica, meglio l’idea dei presidi

Avezzano. Piano di edilizia scolastica, bocciato dalle associazioni e dai partiti d’opposizione. Venerdì scorso si sono incontrati ad Avezzano i rappresentanti dell’Associazione Rindertimi, Associazione Consumatori, Unione dei Marsi, Italia Nostra, Lucia Proto – IDV, Salvatore Braghini – API, insegnanti e genitori per discutere sul “ Nuovo Piano di Edilizia Scolastica” presentato attraverso la stampa dal Comune di Avezzano. Nei giorni precedenti l’incontro, i promotori dell’iniziativa si erano preoccupati di informare del Nuovo Piano, gli insegnanti e i genitori degli alunni delle scuole elementari e medie attraverso un volantino , operazione risultata poi quanto mai  opportuna perché ha permesso di apprendere sperimentalmente quanto affermato  nello stesso, ossia che “pochi genitori”, con l’attuale distribuzione capillare delle scuole, si recano personalmente ad accompagnare i propri figli a scuola, abitudine  che dovrebbe cambiare completamente con i programmati 3 campus situati in mezzo alla campagna delle estreme periferie di Avezzano. Non è certamente possibile togliere scuole primarie dai quartieri poiché la legge e la Costituzione prevedono che le scuole elementari e medie siano giustamente raggiungibili da tutti e quindi alla portata di tutti.  Così come questa amministrazione propone, il tutto equivarrebbe ad un “concentramento” che non ha nulla di culturale perché privato di un vero contatto con la Città e i sui abitanti. Non si possono gettare milioni di euro per compattare le scuole, aumentarne a dismisura il numero degli studenti, al solo scopo di evitare presunti futuri spese sulla gestione, ottenendo forse solo miseri risparmi, che come è avvenuto per ospedali e tribunali arrecano solo gravi danni all’utenza in termini di qualità, educazione e sicurezza. Non è possibile proporre progetti che prevedono immani spostamenti di migliaia di autovetture, durante le stesse ore della giornata, dal centro verso le zone periferiche e viceversa, senza uno studio del piano traffico ma soprattutto di un nuovo piano regolatore, e poi, ci si è chiesti che impatto avrà tutto questo sul il tessuto economico legato alle attuali dislocazioni delle varie scuole? Tutti i presenti ritengono molto più ragionevole la proposta dei dirigenti scolastici delle scuole avezzanesi che – facendo  proprio riferimento alla legge 111/2011 che prevede la creazione di istituti comprensivi che raccolgano scuole d’infanzia, elementari e medie e che permette anche che il numero degli alunni si abbassi a 500 unità nei Comuni montani – vede l’istituzione di  “4 circoli scolastici situati in altrettanti campus, uno comprendente le scuole medie Fermi e le Mazzini, un secondo le medie Corradini e le elementari Mario Pomilio, un terzo la Vivenza e le scuole Giovanni XXIII, un quarto formato dalle medie Marini e le elementari Collodi”. Un altro aspetto su cui ci si è soffermati è stata l’insufficienza di relazioni antisismiche attestanti i gradi di sicurezza dei fabbricati scolastici con l’indicazione dei dati inseriti per la classificazione. L’Amministrazione di Avezzano, senza mai mostrare le relazioni tecniche , sostiene che le verifiche di vulnerabilità sismica sono tali da non consentire  la sola messa a norma degli stessi, per cui è bene costruirne dei nuovi, ma ci si chiede: se la situazione è così compromessa come mai queste scuole sono tutt’ora in uso? L’amministrazione Floris afferma sulla stampa che il Piano Scuole è stato approvato dalla Regione Abruzzo,  ma  è stata fatta una ricerca in tal senso e non è stato possibile vedere né la richiesta, né la risposta. Per dirimere le tante parole dette e scritte sulla questione, non vere, esagerate o addirittura falsate è stata investita di tale ricerca, la Commissione Regionale di Vigilanza presso la “Regione” (termine improprio quanto generico) e questa, in data 15 Novembre, si è rivolta direttamente alla competente Struttura Commissariale per la Ricostruzione  per avere gli atti formali di tale affermata approvazione, ma  a tutt’oggi nessuno ha risposto. E’ stata richiesta anche la relazione che gli Uffici Tecnici del Comune di Avezzano hanno preparato a seguito delle rilevazioni effettuate negli edifici scolastici di proprietà comunale, per evidenziare le carenze di natura strutturale che potrebbero compromettere significativamente la sicurezza degli stessi, ma sembra che non tutti i professionisti incaricati l’abbiano ancora presentata. Qualche politico locale “sussurra” che la politica non può essere “gridata”!  Noi crediamo invece che la  politica dovrebbe essere urlata perché solo così diviene informazione, denuncia e nel contempo proposizione e desideriamo che i cittadini di Avezzano vengano coinvolti quando si prendono decisioni che riguardano la vita stessa della comunità.