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Amministrative 2013, don Andrea De Foglio scrive ai 4 candidati sindaci di Oricola

Oricola. Il parroco di Oricola, don Andrea De Foglio, scrive ai quattro candidati sindaci: il bene comune non può essere amministrato con leggerezza. In vista delle elezioni amministrative del 26 e 27 maggio il sacerdote ha voluto lanciare un appello agli aspiranti primi cittadini affinchè vivano questo momento con spirito cristiano. “Come fratello vostro e di questa cara comunità, nel nome del Signore Gesù, ho desiderio di rivolgermi a tutti voi per un appello a vivere da buoni cristiani, da servitori umili e coraggiosi”, ha spiegato don Andrea, “questi che stiamo vivendo sono tempi faticosi per le difficoltà economiche sempre più gravi e per la mancanza di fiducia verso le istituzioni. Esiste un disagio che non può essere sottovalutato perché sta Don Andrea De Foglioproducendo effetti negativi a tutti i livelli nella società ed è il momento di rimboccarsi le maniche, gettare le fondamenta per costruire un rinnovamento e un futuro che poggia su programmazioni serie, tenendo in considerazione anche quelle correzioni che servono per frenare definitivamente quei “campanilismi” che tanto male hanno prodotto e continuano a produrre alla serenità e alla civiltà di tutta la nostra comunità.

Ciò che ciascuno di noi è chiamato a vivere – in particolare voi candidati – è una responsabilità che deve fare i conti con un potere, figlio di egoismo e solipsismo, e il servizio, figlio dell’altruismo e del disinteresse. Chi vuole conquistare il potere a tutti i costi non sarà capace di calarsi nelle realtà in cui viviamo senza provare a dare soluzioni ai vari problemi. Servire questa comunità, (Oricola, Civita, Pezzetaglie, Dacia, Colle S. Giovanni), significa farsi attenti alle sue necessità, alle sue aspettative: è la grande scommessa su cui si gioca la credibilità di ogni amministratore. Servire e non servirsi del “potere” che vi sarà dato dal voto di fiducia di uomini, donne e giovani che vorranno affidare molte speranze su ciascuno di voi.

Occorre fare attenzione al potere perché è “maestro” nel cancellare le coscienze, facendo diventare egoisti, donando, invece, solo spazio ai poteri forti. Di potere si “muore” perché umilia le intelligenze, riduce la moralità, calpesta i più deboli, chiude la bocca alle giuste proteste. Il bene comune non può essere amministrato con leggerezza: ogni scelta deve essere ben analizzata, costi e aiuti devono essere calcolati sulla base dei reali bisogni della popolazione. Bisogna guardare con amore le famiglie – sperando che sia chiaro il valore del termine “amore” -: famiglie che in questi mesi si sono viste depauperare la dignità a causa della perdita del lavoro; nuclei familiari che sono stati costretti a chiedere sostegno ad assistenti sociali, alla parrocchia, alla Caritas, alle istituzioni per garantire un tozzo di pane ai propri figli. Desidererei molto che ciascuno di voi potesse entrare in ogni casa per toccare con mano le realtà critiche che esistono dentro le mura domestiche! È da lì che bisogna iniziare a programmare. Come pastore, entrando nelle case di tutto il territorio, ho potuto leggere negli occhi il dramma che in molti modi si riflette sul territorio italiano ed europeo: la mancanza del lavoro. In una zona industriale di grande importanza come la nostra, abbiamo piccole e medie imprese che stanno chiudendo i battenti mandando al lastrico molte famiglie. C’è bisogno di guardare dentro la realtà in cui viviamo e non solo vedere la superficie! Prioritario è si assicurare strutture scolastiche ed adeguate, ma è soprattutto fondamentale tutelare l’istruzione scolastica dei nostri bambini e dei nostri ragazzi. C’è bisogno di dare strumenti ed agevolazioni ai nostri giovani per stimolarli a realizzare un futuro fatto di lavoro e amore per il territorio. Bisogna garantire agli anziani e a tutti la possibilità di usufruire dei servizi pubblici e sanitari, di cui ogni cittadino ne ha diritto. Servire e favorire la condivisione: su questo i cattolici che si impegnano in politica sono chiamati a rendere una testimonianza unica, concreta, edificante e i cattolici elettori hanno il dovere di vigilare.

Ecco, allora, dove sta il segreto per una politica, onesta ed efficiente: nel servizio! E nella logica del servizio un amministratore diventa “apostolo”, portatore di speranza. Con questa vivacità, tutto il territorio di Oricola ha le potenzialità per essere una comunità risorta! Con l’impegno di tutti i cittadini oricolani a sostenere chi con coraggio si dedica nel difficile “cammino” nell’amministrazione di questo Comune, auguro a tutti di vivere con dialogo e concordia, il prossimo appuntamento elettorale”.