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Alessandro Preziosi mercoledì al teatro dei Marsi con Cyrano sulla Luna

Avezzano. Mercoledì al teatro dei Marsi arriva Alessandro Preziosi con Cyrano sulla Luna, una produzione TSA in coproduzione con KHORA TEATRO. Dimenticate Cyrano, il suo naso, l’amore per Rossana. Lo spettacolo è un’opera scritta “da” Cyrano, non un’opera “su” Cyrano. Spesso si dimentica che monsieur de Bergerac, al di là della celebrazione che ne fece Rostand, fu un letterato finissimo e anticipatore, non a caso considerato uno dei precursori del romanzo Cyrano sulla luna al teatro con Alessandro Preziosifantascientifico. Con scelta spiazzante, Alessandro Preziosi porta in scena uno dei suoi testi più famosi che narra di un favoloso viaggio sulla Luna, a cui Cyrano giunge grazie a un razzo lanciato dal Canada, dove è arrivato a seguito di una evaporizzazione di alcune ampolle di rugiada. Il racconto de L’altro mondo o Gli stati e gli imperi della luna, è quello di un viaggio meraviglioso, realistico e poetico, nei paesi della Luna e del Sole. È un pretesto per l’esposizione di ardite teorie filosofiche, scientifiche e religiose: il movimento della terra, l’eternità e l’infinità dei mondi, la costituzione atomica dei corpi, i principi fisici dell’aerostato ecc. Rientrato in casa dopo una passeggiata al chiaro di luna in compagnia di amici, l’autore si mette intorno al corpo una cintura fatta di ampolle piene d’acqua di rugiada la quale, evaporando attratta dal sole, lo solleva sino a farlo arrivare nella Nouvelle France (il Canada); dopo questa prima esperienza di volo, utilizzando una sorta di razzo arriva fino alla Luna. Sulla Luna Cyrano rimarrà poco, poiché gli abitanti lo scambiano per uno struzzo e lo mettono in gabbia; ha però modo di conoscere quello strano paese e di ascoltare qualcuno (il Demone di Socrate) che glielo descrive e spiega. Viene in mente il viaggio lunare dell’Ariosto alla ricerca del senno perduto di Orlando, e non a caso il periodo di entrambi è quello barocco.. Assurdo, dissacrante, surreale e fortemente bizzarro, il recital è ricco di metafore e non cela critiche pungenti alla società in cui viviamo: il graffio, insomma, è quello puro di Cyrano.