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Alba Fucens: la ricostruzione della più grande colonia militare della Roma Repubblicana

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Alba Fucens - illustrazione a cura di Francesco Corni
Alba Fucens – illustrazione a cura di Francesco Corni

Alba Fucens. Il Bellvm Marsicvm, la guerra che i Marsi mossero contro Roma in difesa dei loro diritti sociali, impaurì a tal punto i romani che questi si convinsero a rafforzare ancor più le difese di Alba Fucens: la più grande colonia militare mai fondata nella Roma repubblicana. Questo avamposto, con un presidio di 6.000 uomini e poderose mura di fortificazione visibili ancora oggi, assolveva a una duplice funzione: si trattava di un snodo strategico dal punto di vista geografico, poiché era possibile raggiungere qualsiasi destinazione del centro Italia in un massimo di sette giorni di marcia; inoltre serviva anche a controllare i bellicosi guerrieri marsi. Alba Fucens oggi è il più importante sito archeologico d’Abruzzo e tra i primi in Europa. Solo a tre città in tutto l’impero romano venne dato il nome di Alba: Alba Pomeia, l’attuale Alba in provincia di Cuneo oggi famosa per i suoi preziosi tartufi, Alba Julia in Transilvania, nota per essere il capoluogo dell’antica Dacia romana e questa, che fu senza ombra di dubbio l’Alba più famosa della storia dell’impero. Si trattava di una città enorme: Alba era presidiata da venti coorti che facevano capo a due legioni, la IV e la Martia, tra le più leggendarie e gloriose di Roma. Per un lungo periodo fu la città più popolosa ed importante di tutto l’Abruzzo. Diverse testimonianze raccontano che tra soldati, i relativi familiari e gli immancabili schiavi, arrivò ad una popolazione di oltre 40.000 abitanti, che per l’epoca rappresentavano una ragguardevole cifra calcolando che nel 270 a.C. Roma stessa contava appena 187.000 residenti e nel Mediterraneo era seconda solo a Cartagine. Per un breve periodo vi stazionarono circa un terzo delle truppe regolari dell’impero romano. Si trattava di una vera e propria città militare, con un statuto personalizzato tutto suo; aveva un senato, il diritto di battere moneta e anche un enorme anfiteatro. Una vera e propria città-stato, con un carcere inespugnabile che venne usato per confinare prigionieri illustri o personaggi ritenuti pericolosi per la sicurezza dello stato, come per esempio Sìface di Numidia, Perseo di Macedonia e Bituito re degli Arverni. A livello militare poi, Alba divenne la città-fortezza per antonomasia di tutta la penisola italica. Con le sue inespugnabili linee difensive costituite da imponenti mura ciclopiche, non dovette mai ricorrere alle sue difese estreme. Nessun nemico riuscì mai ad entrare, neanche nella sua cinta urbana, e grazie a questo invidiabile primato rimase l’unica città romana della storia a non essere mai stata violata. @francescoproia (Autore del romanzo “Polvere di Lago”)