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Aielli, inaugurazione lampo del busto Prefetto zio di Gianni Letta: scongiurate contestazioni

Aielli. Cerimonia in tutta fretta per evitare contestazioni che potessero mandare a monte l’evento. Ieri pomeriggio è stato inaugurato il busto del Prefetto Guido Letta, zio dell’avezzanese Gianni, e che nei giorni scorsi aveva sollevato polemiche da parte di schieramenti di estrema sinistra per le presunte tendenze antisemite del personaggio storico. Il sindaco, Benedetto Di Censo, ha voluto portare avanti fino in fondo ciò che riteneva un «segno di gratitudine e riconoscenza per tutte le grandi opere lasciate a questo paese», nei confronti del prefetto Letta. Nel giorno dei festeggiamenti dei santi patronali, non c’era però l’ospite d’onore, Gianni Letta, a cui il sindaco all’inizio aveva deciso di conferire la cittadinanza onoraria. Il primo cittadino ha parlato di «un’assenza forzata e anche ingiusta, di una scelta molto meditata e di eccessiva prudenza dell’amministrazione e del sindaco». Il busto è stato sistemato nella nicchia davanti alla piazza nel primo pomeriggio, e alle 17 tutto era pronto. A dare ufficialità all’evento c’erano il senatore Filippo Piccone, coordinatore regionale Pdl, l’assessore Angelo Di Paolo, e il presidente della Provincia Antonio Del Corvo. Nel suo discorso il sindaco non ha risparmiato critiche a chi aveva sollevato la polemica sull’evento. Ha sottolineato come alla cerimonia dovesse partecipare anche Enrico Letta del Pd. Ha poi accusato «chi ha avuto il cattivo gusto di andare a rovistare tra i documenti personali del Prefetto». L’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi), aveva sostenuto che il Prefetto Letta nel ’39 fu tra i più esigenti e rigorosi attuatori delle leggi razziali. Di Censo parla però di strumentalizzazioni della sinistra estrema e chiama in causa esempi come il monumento di Che Guevara a Pescina, citando lo scrittore Pedro Corzo che definisce “il Che” «missionario di violenza». Ha poi smentito le insinuazioni secondo cui le spese per l’evento sarebbero state pagate dalla Provincia con 20mila euro destinati alla ricostruzione post-terremoto. «Il busto», ha chiarito «è stato donato da un benefattore». Del Corvo ha parlato di «una polemica inutile. Il suo difetto», ha aggiunto riferendosi al Prefetto Letta, «è stato quello di essere fedele allo Stato italiano. Un fedele servitore della sua terra». «Sappiamo che ci sono stati momenti difficili e tristi nella nostra realtà», ha aggiunto Di Paolo, «ma conta la storia che è stata scritta e Letta ha seminato bene. E’ giusto ricordare i propri figli che hanno scritto pagine positive della nostra storia in un periodo difficile, con amore per la propria terra negli anni più bui». «I personaggi e i fenomeni storici non devono essere motivo di scontro», ha sottolineato Piccone, «ma di incontro. Pensare ancora di appropriarsi della storia in modo “partigiano” nell’accezione negativa del termine, è un errore. Dobbiamo invece essere orgogliosi della nostra storia e coglierne gli aspetti positivi».