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Agricoltura, Chiodi: “anche il censimento conferma la tenuta delle aziende”

L’Aquila. “Arriva dal CRESA l’ennesima conferma della solidità del sistema produttivo abruzzese. Stavolta, il Centro regionale di studi e ricerche economiche e sociali delle Camere di commercio abruzzesi, rende noti i risultati del sesto censimento generale dell’agricoltura, al 24 ottobre 2010, che parla dell’Abruzzo come della regione col calo più limitato del numero di aziende in Italia, tra le uniche quattro ad aver registrato un aumento della Sau (Superficie agricola utilizzata). Risultati che non possono che confortarci e rassicurare tutto il mondo agricolo, che continua a rimanere la punta di diamante della nostra economia e del nostro export”. Così il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi. “Anche nel campo delle produzioni agricole, delle coltivazioni di seminativi, della zootecnia – sottolinea il Presidente – siamo riusciti ad imporre la nostra linea a sostegno dell’innovazione e della crescita, dimensionale ed occupazionale, della progettualità e dell’intraprendenza”. Un plauso il Governatore lo rivolge ai titolari delle quasi 67 mila aziende, per lo più a conduzione familiare ma in costante espansione, attive, sempre secondo il censimento, in Abruzzo: “Stanno mostrando una vivacità ed un dinamismo notevoli e questo ci permette di essere propositivi a livello comunitario”. “Grazie anche all’attivismo dell’assessore Mauro Febbo e di tutto l’Esecutivo regionale – riconosce il Governatore – siamo riusciti a captare dall’Europa risorse ingenti che hanno finanziato sia progetti di ammodernamento delle attività esistenti sia ‘idee’ giovani sottoforma di primi insediamenti”. “E’ la conferma – conclude Chiodi – che anche un settore tradizionale, come quello agricolo, può avanzare in tecnologia e qualità e rispondere con forza e decisione alle sfide dell’internazionalizzazione. Ed in questo dobbiamo essere grati ai nostri corregionali all’estero che contribuiscono a far apprezzare e commercializzare le eccellenze della nostra terra”.