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Ad Avezzano 906 domande per il reddito e pensione di cittadinanza, ecco tutti i dati nella Marsica

Avezzano.  In tutto l’Abruzzo sono più di 19mila le domande accolte per il reddito di cittadinanza e pensioni di cittadinanza. Nella provincia dell’Aquila sono 4984 le richieste accolte: nella macroarea del centro Abruzzo, che ha avuto il 18.2% sul totale regionale, ne sono ne sono state accordate in totale 909, ripartite fra Valle Peligna con 577 domande (63,5%), Alto Sangro con 232 (25,5%), Valle del Sagittario con 45 (4,9%) e Valle Subequana con 5 (6,1%).

A Sulmona ne hanno beneficiato 292 persone, a Pratola Peligna 137, a Scanno 14 e a Castel di Sangro 123.

Nella Marsica ben 2.837 cittadini ne sono stati beneficiati, il 56,9% del dato regionale. Ad Avezzano, ad esempio, 960, mentre nel restante territorio dell’Aquilano, che ha ottenuto il 24,9% del totale regionale, sono state accolte 1.238 domande, di cui 908 nel solo capoluogo.

“Numeri confortanti”, precisa la senatrice Di Girolamo, “Ma occorre andare oltre per vedere uno spaccato sociale che può tornare ad usufruire di somme più che mai necessarie a condurre il quotidiano. Poiché, al di là dei freddi numeri, non dobbiamo dimenticarlo, le cifre sono persone, famiglie, che hanno riacquistato la dignità sociale. Individui e nuclei familiari, ridotti in povertà da annose politiche sorde al lento e inesorabile declino economico degli italiani e dei nostri abruzzesi, sofferenti inascoltati, silenziosi”.

“Finché il Governo del Cambiamento non ha dato loro attenzione e, con una manovra mai effettuata prima, ha messo a disposizione somme di denaro per tornare a vivere”, spiega la Di Girolamo, “anche potendo acquistare piccole cose ma sufficienti ad elevare una condizione non solo economica ma anche di dignità nel sociale, soprattutto con maggiore libertà e speranza nel futuro. Tante persone che con estrema sofferenza hanno vissuto l’emarginazione e oggi con rinnovata dignità tornano al sorriso, alla vita vissuta con meno preoccupazione e angoscia”.

“In un contesto di continuo spopolamento”, conclude, “le nostre terre hanno riservato a chi è restato un cammino durissimo, un quotidiano intollerabile. Oggi abbiamo dato loro un po’ di ossigeno e più fiducia nello stato che non li abbandona”.