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Badante di Carsoli morta di stenti, il compagno rischia 14 anni di carcere

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Carsoli. È accusato di aver provocato la morte della compagna. Ora Dan George Gabinat, 47enne rumeno, dovrà comparire davanti alla Corte d’assise dell’Aquila e rispondere dei reati di maltrattamenti con l’aggravante di avere causato il decesso della vittima. L’uomo era stato rinviato a giudizio dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano, Anna Carla Mastelli. Se la tesi accusatoria sarà confermata, potrebbe essere condannato fino a 14 anni di reclusione.

Il romeno è ritenuto responsabile, stando all’accusa sostenuta dal sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato, della morte per stenti della 46enne Violeta Blindescu, anche lei romena, trovata senza vita nell’aprile 2018 in una casa di via Carlo Scarcella a Carsoli. Sarebbe morta a causa di graduali e ripetuti maltrattamenti che avrebbero provocato un lento deterioramento delle condizioni di salute, fino al decesso.

Da nove anni la donna viveva in città, dove faceva la badante ed era stata impiegata come lavapiatti in alcuni ristoranti della zona. Nelle ore immediatamente successive al ritrovamento del cadavere si era ipotizzato l’omicidio, ma l’autopsia aveva accertato che il decesso era avvenuto in seguito a un’embolia polmonare causata da un grave deperimento organico. Secondo l’accusa, la donna subiva continue minacce, ingiurie e percosse, fino alla limitazione della propria libertà personale. Una vera e propria condizione di segregazione, come sottolineato dal pm Cerrato, che aveva portato a un gravissimo stato di malnutrizione e a un lento ma costante deperimento organico, fino a quando il corpo non ha ceduto. Gabinat, assistito dall’avvocato Emilio Amiconi, dovrà presentarsi davanti ai giudici della corte d’assise il prossimo venerdì 5 novembre.

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