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A un medico avezzanese il premio del Congresso italiano di cardiologia, l’importante riconoscimento a Fabrizio Guarracini

Avezzano. Premio del 78° congresso italiano  di cardiologia a un medico cardiologo abruzzese. L’evento della Società italiana di Cardiologia si è tenuto a Roma dal 15 al 18 dicembre e il riconoscimento è stato assegnato al dottor Fabrizio Guarracini, 34 anni,  nato all’Aquila ma per anni residente ad Avezzano, autore insieme a importanti cardiologi di fama mondiale dell’Atlante italiano di elettrofisiologia pratica, ha ricevuto un riconoscimento dalla Società italiana di cardiologia per il lavoro scientifico eseguito nell’ambito campo dell’Elettrofisiologia e dell’Aritmologia cardiaca. Si tratta di studio e applicazione eseguiti all’ospedale Santa Chiara di Trento, nel reparto diretto dal dottor Roberto Bonmassari.

Questo lavoro si basa sull’utilizzo estensivo dei sistemi di mappaggio elettroanatomici non fluoroscopici nel trattamento di tutte le aritmie cardiache. L’innovativo sistema, in sostanza, permette la ricostruzione di tutte le camera cardiache come una realtà virtuale senza l’utilizzo delle radiazioni ionizzanti, cioè quelle che si utilizzano per le Tac o per le radiografie. Radiazioni che nell’arco del tempo causano tumori. Lo studio riguarda il trattamento di più di mille pazienti sottoposti ad ablazione trans-catetere negli ultimi anni. Questi sistemi quindi permettono di abbattere le forti radiazioni nocive, finora necessarie per quei tipi di trattamenti, durante gli interventi di elettrofisiologia cardiaca sia per i pazienti che per medici e infermieri Allo stesso tempo con questa tecnica riva di radiazioni è stato migliorata anche anche l’efficacia dell’intervento. La scelta del 78° congresso italiano è caduta sullo studio sperimentale di Guarracini, selezionato tra centinaia di ricerche eseguite in questi anni dai maggiori cardiologi non solo italiani.

 

Fabrizio Guarracini è coautore dell’Atlante  di elettrofisiologia pratica, primo libro pubblicato in Italia nel suo genere, ed è  componente del registro internazionale per le tecniche di riduzione delle radiazioni durante gli interventi di cardiologia invasiva. Il medico di Avezzano  sta inoltre lavorando a un trattamento che risulta essere una vera rivoluzione nella qualità di vita per milioni di persone,  una speranza per tutti i pazienti che soffrono di fibrillazione atriale (l’aritmia cardiaca più diffusa al mondo e tra le principali cause di ischemie e ictus), ma che non possono seguire terapie con farmaci anticoagulanti. Sta eseguendo da diverso tempo all’ospedale Santa Chiara di Trento un intervento di “Chiusura percutanea dell’auricola atriale sinistra” che in sostanza consiste nel posizionare un “piccolo tappo” a livello del cuore.