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A tu per tu con Camilla Ricchiuti: studio musica a Londra e sogno che un giorno i miei brani diventino universali

Avezzano. Vi abbiamo già presentato la 19enne Camilla Ricchiuti in occasione dell’uscita del suo singolo “Stagioni” (per maggiori informazioni clicca qui). Oggi, però, abbiamo deciso di farvela conoscere più da vicino, esplorando ogni sua sfaccettatura personale e indagando sul rapporto che ha con la sua compagna di vita: la musica. Ecco cosa ci ha raccontato in questa inedita intervista. 

🔸Come ti sei avvicinata al mondo della musica?

Ho sempre amato la musica, infatti guardavo spesso programmi televisivi al centro dei quali c’era la passione per essa e per il canto. Sono cresciuta con il desiderio di cantare e con il passare del tempo la voglia di salire su un palco ed esibirmi davanti a tante persone cresceva sempre di più. Ho iniziato il mio primo corso di chitarra quando avevo più o meno 8 anni, ricordo che il primo giorno ero emozionatissima.

Dopo un paio di anni ho sentito il desiderio di provare qualcosa di nuovo, così un giorno decisi di iniziare a studiare canto e da quella volta niente mi ha più fermato. Ho continuato cambiando diverse scuole e ogni maestro che ho avuto mi ha lasciato qualcosa di positivo, un insegnamento o una tecnica che oggi ancora porto con me. Ormai sono 10 anni che studio questa meravigliosa disciplina e non posso più farne a meno.

🔸 Qual è il messaggio che vuoi lanciare con le tue canzoni?

Ho sempre cercato di realizzare delle canzoni in cui tutti possano rispecchiarsi, chi in un modo, chi in un altro. Uno dei miei sogni è che i miei brani possano diventare universali, infatti mi piacerebbe trattare anche tematiche più forti e attuali, e non solo l’amore, che è lo stesso un tema meraviglioso.

Un’ispirazione per me in questo è John Lennon, che ha fatto diventare la sua arte un modo per comunicare delle idee sulla pace e sull’uguaglianza. Vorrei tanto poter scrivere qualcosa così anche io, magari parlando del mondo di oggi, dei suoi lati positivi e negativi. È meraviglioso pensare che alcune canzoni siano dei veri e propri inni ad alcune tematiche fondamentali, come ad esempio lo è Imagine alla pace e alla fratellanza.

Camilla Ricchiuti🔸 Parlaci un po’ di te…

Sono una persona che ama l’arte, e con arte intendo tutto ciò che la riguarda. Amo la musica, sia “farla” che ascoltarla, ma adoro anche la recitazione, ammirare quadri, leggere, informarmi e approfondire aspetti riguardo altri strumenti musicali. Soprattutto negli anni delle superiori coltivavo moltissimi interessi proprio perché non riuscivo a sceglierne uno, un pomeriggio avevo il corso di recitazione, un altro scuola di canto, un altro dovevo rimanere al liceo per il corso di inglese, un altro ancora per dei corsi extra che avevo deciso di seguire. Quindi ovviamente arrivavo distrutta a fine giornata.

Ammetto che è stato molto faticoso visto che non abitavo vicino la scuola, però sono molto contenta di aver fatto questi sforzi per ciò che amavo davvero. Tutti questi interessi erano in me da quando ero piccola, però ammetto che il liceo classico ha avuto una grandissima influenza nella mia vita. Mi ha permesso di scoprire due culture che hanno fondato la nostra, quella greca e quella latina. Sin da subito mi sono appassionata alla prima, non dimenticherò mai l’amore che provavo per la lingua greca. Devo dire che quando si studiano greco e latino non lo si fa solo per la grammatica ma perché sono delle lingue che insegnano proprio a capire la poesia che si nasconde dietro la vita, cambiano la prospettiva dell’esistenza.Insegnano a ragionare, e sviluppano una sensibilità non indifferente.

Ora invece mi trovo a Londra, una città a parer mio meravigliosa. Ho deciso di trasferirmi qui per studiare musica al college ICMP, mi piacciono tanto i corsi e i tutor sono molto preparati. Anche se la situazione è negativa cerchiamo sempre un modo per andare avanti grazie alla musica, quando cantiamo e suoniamo ci divertiamo tanto, vorrei solo che potessimo farlo più spesso senza le distanze di sicurezza e le regole severe che siamo costretti a rispettare, mi manca la normalità.

Camilla Ricchiuti🔸 La soddisfazione più grande che ti ha dato il tuo percorso da cantante e anche la delusione più dolorosa.

Quando ti immergi nel mondo della musica devi essere pronto ad avere molte delusioni. Però ovviamente dopo le delusioni arrivano le soddisfazioni. Non bisogna mai buttarsi giù al primo no o alla prima sconfitta, anzi sono proprio quelle che prima o poi ti porteranno a tanti ottimi risultati. Forse non ho una delusione “preferita”, però tra quelle che ho vissuto nel corso degli anni sono particolarmente legata a una che mi ha dato la forza di continuare.

Avevo partecipato al concorso Area Sanremo, un’esperienza indimenticabile, ed avevo raggiunto la semifinale. Speravo tantissimo di arrivare in finale, ma quando è uscito l’elenco dei finalisti il mio nome purtroppo non era scritto. Mi sentivo molto triste, ci speravo davvero tanto. Questo succede perché insieme a te ci sono migliaia di persone che hanno il tuo stesso sogno e che magari per fortuna o, perché no, per maggiore bravura sono passata avanti a te.

Così mi sono impegnata per migliorare e Sanremo rimane ancora un sogno che spero si avveri presto, ma non nego di aver raggiunto dei posti comunque molto importanti in altri concorsi come “Coppa Italia Metodo Pass”, “Premio Mia Martini”, “Je So Pazzo”… queste sono soddisfazioni che rimarranno nel cuore, ma una in particolare occupa un posto speciale. A Celano ricorreva la festa dei Santi Martiri, e la sera del 25 agosto 2019 ho avuto l’occasione di cantare “O falce di luna calante” accompagnata al pianoforte dal maestro Nazzareno Carusi.

Penso che nella mia vita raramente io abbia vissuto dei momenti così unici, irripetibili. Non troverò mai parole adatte per descrivere le emozioni vissute quella sera, amplificate anche dalla presenza del maestro Mogol. Quella sera ebbi anche l’occasione di essere corista per l’ Equipe 84. Tutto ciò che posso dire è che è stata una serata magica.

🔸 Cosa vuoi realizzare con la tua musica nel futuro?

Domanda molto difficile. Ho molti dubbi nella testa che a volte mi portano a cambiare idea. Ho sempre voluto diventare cantautrice, ho già scritto alcuni brani e mi piacerebbe tanto intraprendere questa strada. Da un pò di tempo però ,studiando The Music Industry, ho iniziato a scoprire molti lati della musica legati alla produzione, ai diritti, al copyright.

Lo trovo molto interessante e non vedo l’ora di continuare per scoprire sempre di più questa parte complicata ma affascinante della musica. Quindi mi trovo di fronte a un bivio, spero che alla fine capirò cosa voglio fare davvero, penso che entrambe siano ottime opportunità per costruire una carriera nel mondo della musica, non vedo l’ora di scoprire come andrà a finire.

Camilla RicchiutiSvelaci qual è:

  1. 🔹 La canzone che ti rappresenta….
    Avendo centinaia di canzoni nella mia playlist la scelta non è stata molto semplice, però penso che la canzone che mi rappresenti è Fight Song di Rachel Platten. Il brano è molto intenso e pieno di energia, se dovessi descriverlo in inglese direi che powerful è l’aggettivo migliore. Leggendo delle interviste della cantante, ha dichiarato che con questo brano racconta i rifiuti che ha subito nella vita, le sconfitte e le delusioni. Per questo è una canzone che riesce a darmi la carica e a ricordarmi che valgo tanto anche quando perdo fiducia in me stessa, e nonostante a volte io abbia dei momenti di sconforto Fight Song mi dà la forza di credere in me stessa e nelle mie capacità. Cantai questo brano ad un saggio insieme a una mia amica, penso che sia stata una delle più belle esibizioni che io abbia mai fatto.
  2. 🔹Il genere musicale che è più vicino a te….
    Il mio genere è senza dubbio il pop, anche se ascolto anche altri generi. Mi piace la musica pop, mi piacciono gli arrangiamenti che riconducono a questo genere e ammetto che mi piace anche il lato “tormentante” di un brano. Con questo non voglio dire che mi piacciono le canzoni estive, ma solo che è una cosa positiva se una canzone riesce ad essere ricordata e canticchiata dopo essere stata ascoltata. Poi mi riconosco in questo genere anche perché ho sempre ascoltato e cantato canzoni pop, a volte mi sono anche avvicinata ad altri generi ma nessuno in particolare mi ha mai entusiasmato come il pop.
  3. 🔹 Il cantante/la cantante che ti ha più ispirato….
    A volte mi rispecchio nel carattere di un artista perché posso ritrovare in lui le stesse esperienze che vivo io o anche un’ispirazione per riuscire a superare dei momenti negativi che la vita mi pone davanti. Musicalmente però sono legata molto a Elisa, quando provo a cantare delle sue canzoni sento un legame molto forte con lei, ed è una sensazione bellissima. Questo mi succede soprattutto con A modo tuo, un brano che mi ha sempre portato tantissima felicità in concorsi, eventi e in qualsiasi situazione mi capitasse di cantarla.
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