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Terremoto 6 aprile 2009, in tutta la Marsica ancora tante scuole chiuse e molte chiese inagibili

Redazione Attualità di Redazione Attualità
6 Aprile 2018
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Avezzano. La ferita del terremoto del 6 aprile 2009 nella Marsica è ancora aperta. La scossa in quella notte maledetta di 9 anni fa venne percepita perfettamente da Carsoli a Balsorano e da Gioia dei Marsi a Celano. Anche se i momenti più drammatici si vivevano nel capoluogo raso al suolo da una scossa tremenda anche nella Marsica la paura e la preoccupazione era alle stelle. L’ospedale di Avezzano è stato uno dei punti di raccolta fondamentali per parte dei 1.600 feriti, mentre l’Interporto è diventata la base per la Croce Rossa Italiana che da lì faceva partire gli aiuti per le popolazioni aquilane. Tanti furono i danni che si contarono nella Marsica all’indomani della scossa.

A Celano crollò una parete della chiesa di San Giovanni e rimasero danneggiate le chiese di Sant’Angelo e San Francesco. Molte abitazioni risultarono non sicure e decine di residenti furono costretti ad abbandonare temporaneamente la propria casa. Rimasero danneggiate dal terremoto anche Sant’Antonio a Scurcola, Santa Lucia a Magliano, San Biagio a Cappadocia, Madonna delle Grazie a Petrella, Santa Barbara a Gallo, Santo Stefano a Santo Stefano di Sante Marie, San Pietro a Rovere, Santissima Trinità ad Aielli Alto, San Giuseppe ad Aielli Stazione, Santa Maria della Vittoria a Carsoli, San Benedetto abate a San Benedetto dei Marsi, la chiesa a Ortona, Santa Felicita a Collarmele. Parte di queste chiese rimasero chiuse per anni, poi, dopo la ristrutturazione vennero riaperte al culto. Altre, invece, ancora oggi non sono ritenute sicure e per questo i sacerdoti non le aprono più per celebrare la messa.

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Decine, poi, furono le scuole che subito dopo i controlli richiesti dal governo e dalla protezione civile ed effettuati dai tecnici comunali e dagli esperti inviati da Roma vennero chiuse. E’ il caso, per esempio, di Carsoli dove la scuola media e il Liceo Scientifico vennero chiuse e solo tra qualche settimana partiranno i lavori per la ricostruzione. Chiusa anche la primaria di Castellafiume, accorpata con l’altra struttura, la scuola per l’infanzia di Tagliacozzo dislocata in un edificio del Comune, la scuola primaria e la media Guadagnolo di Magliano, che attende di essere ricostruita, la primaria di Oricola, trasferita in un’altra struttura, le scuole per l’infanzia e primaria di Gioia, trasferite in altre sedi, la primaria e la media di Scurcola Marsicana e poi tante scuole di Avezzano in parte accorpate, in parte trasferite altrove in attesa dei lavori di messa in sicurezza, come: la primaria don Bosco, la Persia o  scuola “Marini” di via Pereto. Molte sono state anche le strutture scolastiche messe a nuovo e riaperte, come le scuole superiori della città gestite dalla Provincia, ma anche altri edifici dei Comuni limitrofi come Celano, Sante Marie e Capistrello (per la Sabin). Tanti sono i progetti di messa in sicurezza che aspettano di partire, un esempio su tutti è quello di San Benedetto dei Marsi.

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