In Abruzzo oltre 4mila celiaci, Avezzano la città con più bar e ristoranti senza glutine. Venerdì il convegno

Avezzano. Sono oltre 4mila le persone in Abruzzo che vivono senza mangiare glutine. Una vita non sempre facile, fatta di rinunce e compromessi, che secondo l’Aic Abruzzo ad Avezzano sarebbe più facile. In città, infatti, ci sono un gran numero di attività commerciali dove è possibile mangiare senza glutine. Bar, pub, pizzerie e panifici sono attenti ai celiaci e vendono prodotti esclusivamente per loro. Di questo e altro si parlerà venerdì alle 15.30 a castello Orsini nel convegno “In fuga dal glutine… la consapevolezza nasce a scuola” presentato ieri in Comune. “Avezzano è una delle città dove ci sono più locali dove poter mangiare cibo senza glutine e questo per un celiaco è molto importante”, ha evidenziato Mario Centi Pizzutilli, presidente associazione italiana celiachia Abruzzo, “noi abbiamo voluto che questo convegno si facesse qui perchè stiamo cercando di lavorare molto con i ragazzi. Saranno presenti anche i ragazzi dell’alberghiero dell’Aquila che prepareranno delle sfiziosità senza glutine”.

In Abruzzo i celiaci sono circa 4mila, mentre in Italia 180mila. Si stima però che circa 600mila persone siano intolleranti al glutine ma non ne sono consapevoli. Per questo l’Aic ha organizzato progetti ed eventi come quello che venerdì vedrà la partecipazione del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, al fine di sensibilizzare le famiglie a riconoscere i campanelli d’allarme. Il vice sindaco Emilio Cipollone, presente insieme al presidente del consiglio, Iride Cosimati, alla presentazione, ha espresso soddisfazione per questo importante momento di confronto. Al progetto promosso dall’Aic Abruzzo hanno partecipato la II B e la IV B della Collodi Marini. Gianluca Giampietro, dietista dell’Aic Abruzzo, ha spiegato come “il progetto In fuga dal glutine e il concorso voluto dall’Aic regionale “Ma cosa mangi” sono stati ideati per rendere attivi su questo argomento i ragazzi. Le attività dell’associazione sono tante e sono tese a normalizzare la vita di chi vive con la celiachia”.