Omicidio di Tagliacozzo, condanna a sedici anni confermata in appello per Pietro Catalano

Il luogo del delitto e nelle testine Catalano a sinistra e la vittima a destra

Avezzano. Confermata in Corte d’Assise d’Appello, a L’Aquila, la condanna a 16 anni anni di reclusione per Pietro Catalano, l’uomo di 50 anni, condannato in primo grado per l’omicidio volontario, con due colpi di pistola, di Marco Callegari, omicidio avvenuto il 10 settembre del 2015 in località Piccola Svizzera di Tagliacozzo (L’Aquila). I giudici hanno così confermato la sentenza emessa dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Avezzano, Maria Proia, rigettando la tesi difensiva dei legali del cinquantenne fondata sulla legittima difesa.

“Si è confermata la correttezza della sentenza di primo grado – ha dichiarato l’avvocato della parte civile, Antonio Milo – la quale a mio avviso aveva escluso l’aggravante della premeditazione che avrebbe comportato una pena certamente più alta per un fatto gravissimo”. Catalano, attraverso il suo legale Romolo Longo, ha sempre dichiarato, invece, di aver agito per legittima difesa. Con il rito abbreviato Catalano aveva ottenuto in primo grado  lo sconto di un terzo della pena.  Secondo la ricostruzione del delitto, tra Catalano e Callegari ci sarebbe stata una disputa culminata nell’incontro lungo la strada in località Piccola Svizzera, a Tagliacozzo. Qui ci sarebbe stata la colluttazione e l’esplosione, da parte di Catalano, dei colpi di pistola, uno dei quali ha colpito e ucciso Callegari.
Disposto anche il rinvio a giudizio per il 14 febbraio 2018 con l’accusa di rissa per Alexandru Parvulescu (37), il romeno amico di Catalano finito in prognosi riservata a causa delle martellate alla testa subite da Callegari, e per gli altri coimputati Alessandro Bogdan Musetescu (28), Ioan Bogdan Stoica (28), Ionut Ichim Rosu (31), Ion Hergheleigiu (34) tutti romeni, e Stefano Lucidi (42), quest’ultimo amico della vittima.