Inchiesta della Procura sul Gal, indagato Cicchinelli. La denuncia: l’occupazione serviva a distruggere documenti

Avezzano.  E’ stata aperta un’inchiesta della procura di Avezzano  sulla vicenda del Gal. Risulta indagato Augusto Cicchinelli, 52 anni, di Trasacco, che da giorni occupa la sede del Gal Terre Aquilane abusivamente. Una denuncia è stata presentata al riguardo da Antonio Carlini, nuovo presidente del Gal non riconosciuto da Cicchinelli che a sua volta ha presentato una denuncia contro Carlini e altri 13 non riconoscendo il nuovo Cda e sostenendo invece il vecchio consiglio presieduto dall’ex consigliere comunale di Avezzano Rocco Di Micco.  Secondo la procura e secondo le indagini del sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano, Maurizio Maria Cerrato, è stata rilevata l’incompetenza di Cicchinelli a decidere sul punto in questione.

Carlini, invece,  secondo quanto  riportato nel decreto di perquisizione della Procura di Avezzano,  “ha paventato la possibilità che il reato di occupazione  abusiva dell’immobile da parte di Cicchinelli possa risultare strumentale alla realizzazione  di diversi e più gravi delitti  e in particolare alla distruzione  o all’occultamento  delle scritture contabili della società”. Per tale motivo, gli atti trovati in sede sono stati sequestrati dalla polizia di Avezzano.  In ballo ci sarebbe anche l’imminente affidamento di 3,6 milioni di euro da parte della Regione Abruzzo alla società privata.

“Sono stato io” ha commentato Cicchinelli, “che stamattina ho chiesto all’autorità giudiziaria che è intervenuta al Gal di mettere al sicuro altri importanti documenti che ho protetto fino alla consegna in loro mani (registri verbali delle assemblee vidimati e sui cui non c’è traccia del falso verbale del 21).
Quindi si dica la verità sui media e non si inventino storielle che non esistono al solo scopo di intimidire. Io vado avanti ed ora ho interrotto l’occupazione (già comunicata ieri per motivi di salute) a maggior ragione perchè tutto è al sicuro e in buone mani. La misura del sequestro l’avevo chiesta io ai funzionari di polizia, che, sentito il magistrato, mi avevano risposto che se non c’è una denuncia  non si può fare giacchè trattasi di società privata”.