Standing ovation nella serata a Villa Torlonia per Vittorio Sgarbi e il suo “Michelangelo”

Avezzano. Standing-ovation per Vittorio Sgarbi con il suo “Michelangelo”, la platea in visibilio partecipa allo spettacolo affascinata e rapita in questo meraviglioso appuntamento con l’arte. Sabato sera,  a Villa Torlonia ex parco Arssa di Avezzano , Vittorio Sgarbi con il suo spettacolo teatrale “Michelangelo” ha tenuto incollate alle sedie quasi cinquecento persone. La serata è inserita nel programma di eventi che si sono conclusi domenica sera, promossi dal“Comitato per la comunicazione culturale della città di Avezzano” in collaborazione con H-Solution, con l’architetto Alberto Cicerone,dal titolo “la Follia del Rinascimento”.
Il critico, Vittorio Sgarbi ha saputo tenere viva l’attenzione per tre ore di seguito senza cedimenti e senza battere ciglio attraverso una “Lectio magistralis “ di tutto rispetto.

Con la “Canzone alla Vergine”, introduce la “Pietà” che -…Vergine madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura, termine fisso d’etterno consiglio…-,è un opera di rara bellezza, la Madonna è sommersa nell’armonia di un dolore che si fa speranza,in un silenzio cosmico che squarcia le tenebre, china sul Figlio morto, riconsegnato all’Eterno. In questo percorso la “contaminatio” inequivocabile dell’opera in artisti successivi fino ad arrivare a Jean Fabre passando direttamente per Manet, Magritteed il “Guernica”di Picasso.Un invisibile fil-rouge,che segue i destini di un arte che si rinnova e sboccia in fioriture più moderne e contemporanee, speculari di quella complessità tipica di una società che cresce . Michelangelo realizzava “la Pietà” quando Leonardo da Vinci terminava “L’Ultima Cena”, l’ultimo canto del cigno a chiusura di uno dei periodi più ricchi della storia dell’arte. Il Rinascimento, punto apicale della cultura e della consapevolezza dell’uomo,riscopre la bellezza degli eroi dell’età classica attraverso un percorso di rinnovamento etico e morale in cui l’arte, nella sua rinascita, ripropone modelli che sembravano ormai scoloriti e sommersi nel nulla. Ecco che l’Olimpo si rimaterializza nelle fattezze di un “David” che, bello e fiero,ricorda inequivocabilmente la perfezione anatomica dei bronzi di Riace, mai visti da Michelangelo, ma intercettata, e concepita concettualmente così come era esistita; lui la“riscopre” nella sua fantasia quale genio dell’arte. Una figura perfetta al tempo di Fidia non ancora conosciuto.

La scultura del “David” rimanda inevitabilmente al “David” di Donatello, ma uno a riposo, l’altro in azione ed all’ “Amor omnia vincit” di Caravaggio. Artista a tutto tondo, pittore, scultore, architetto e poeta, Michelangelo veniva sopraffatto dalla forza creatrice della scultura, fino a sottomettere tutte le altre. In questa sua ricerca mirante a tirare fuori l’anima dalla materia, lascia incompiuta, ma per lui compiuta, la scultura di “ S.Matteo”,dove il santo viene colto nell’atto di liberarsi dalla massa informe del marmo, in un eroica lotta con la materia, appunto.Coacervo di tutte le bellezze e di tutte le bravure èLa Sacra Famiglia, nel“Tondo Doni”,che rischia di scomparire dall’iconografia classica scaraventata a terra da un nuovo concetto di famiglia, come le unioni civili, che alterano la natura nella sua bellezza ed imprescindibilità. Il dipinto, di grande pregio stilistico, pone le basi di quello che sarà il manierismo.Racchiusa nei Musei Vaticani,la Cappella Sistinaed il “Giudizio Universale”, che riempie la parete dell’altare. Nella Cappella Sistina l’artista affianca Pietro Perugino, Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Cosimo Rosselli, ma anche Pier Matteo D’Amelia che dipinse un cielo stellato. La volta ed il cielo stellato sono elementi accantonati dal 700 fino agli universi pittorici più moderni. Nel“Giudizio Universale” si vede un Cristo giudicante nell’atto di proteggere la madre con il braccio,S.Bartolomeo, le anime dannate di Caronte, possibile una comparazione con gli affreschi di Signorelli ad Orvieto, probabile un eccessivo indugio sulla scrittura di Bosch. Sempre negli affreschi della Cappella Sistina, “La creazione di Adamo” commissionato da papa Giulio II. I contemporanei dell’artista, vi leggevano la materializzazione di uno dei più alti ideali della cultura rinascimentale, quello della dignità umana, specchio “a immagine e somiglianza” di Dio. La bellezza del corpo umano era vista come una diretta emanazione delle facoltà spirituali e come il punto più alto della creazione divina.Il Padreterno sostenuto da un gruppo di angeli, con le due dita dà vita ed energia all’anima di Adamo, senza mai sfiorarlo, come il paradosso di Zenone e la tartaruga che non si toccheranno mai.

Il dito della creazione di Adamo riporta alla vocazione di S.Matteo, dove l’indice di Cristo, si fa parola. Secoli più tardi, Courbert, padre del realismo, realizzerà “L’origine del mondo”come una sorta di Dio rovesciato il Deus sive natura, appartenuto alla collezione privata di Jacques Lacan uno dei maggiori psicoanalisti francesi.Michelangelo nel “Peccato originale” dipinge l’angelo di rosso fuoco,con la cacciata di Adamo ed Eva che inevitabilmente perde la sua bellezza in quanto peccatrice, accusa anche Adamo, ma fa riferimento a Masaccio ed all’espressione della pittura del 400 dove la donna ha una espressione dolente, come l’Urlo di Edvard Munch. Infine il “Mosè” spontaneo ed eloquente, come una scultura barocca che viene affiancato a destra ed a sinistra da due angeli molto più rigidi rispetto all’opera centrale. Non potevano mancare battute in quel suo gergo sempre un po’ colorito quando i fuochi d’artificio hanno iniziato a disturbare la quiete e quindi anche la concentrazione. Nei vari intermezzi strepitoso il violinista Valentino Corvino che ha intrattenuto il pubblico con brani da lui composti, il video è stato di Tommaso Arosio e la regia del Progetto Doppiosenso. Presente il nuovo sindaco di Avezzano Gabriele de Angelis, il sindaco di Tagliacozzo Vincenzo Giovagnorio, molte autorità ed estimatori che non potevano certo mancare in questo straordinario percorso guidato nella storia dell’arte, sotto la volta di un cielo pieno di stelle. Monica Virgilio