Neurochirurgia: arriva il medico ma non viene messo in servizio. Nuova beffa al reparto marsicano

Avezzano. Ancora una beffa per il reparto di Neurochirurgia di Avezzano, chiuso a luglio provvisoriamente dal primario dell’Aquila, Renato Galzio, e mai riaperto. Dopo tante attese e tante polemiche legate alla carenza di personale medico, ora finalmente arriva il nuovo medico per il reparto di Neurochirurgia ma non viene messo in servizio tanto che il reparto resta chiuso. Una situazione inspiegabile visto che uno dei due medici assunti tramite concorso avrebbe già ottenuto l’idoneità al servizio già diversi giorni fa, ma non è stato messo al lavoro. Eppure si tratta, almeno sulla carta, di una procedura d’urgenza.

Addirittura il suo arrivo nella Marsica sarebbe stato fatto slittare a questa estate. Si cerca di capire chi abbia disposto il provvedimento di dilazione visto che solitamente il medico viene messo in servizio subito dopo la visita.  Tanto più che si tratta di una situazione  su cui sono puntati gli occhi di un intero territorio. Invece, proprio all’opposto, in questo caso il neurochirurgo non è stato chiamato per iniziare i turni.  C’è poi una seconda graduatoria ancora aperta per personale da assumere a tempo determinato, da cui si è attinto in passato per il reparto dell’Aquila, che invece per Avezzano non è stata mai presa in considerazione. Chissà perché. Eppure la carenza di personale è stata definita per mesi e mesi il vero motivo che impediva la riapertura del reparto, così come l’apertura di un servizio ambulatoriale con copertura 8-20 e reperibilità notturna e festiva. Ipotesi, quest’ultima,  che comunque scontenterebbe tutti e che non soddisferebbe i marsicani i quali si troverebbero con un reparto fantasma, non autorizzato neanche a fare interventi chirurgici, a ricoverare e persino a fare interventi di emergenza. Anche in caso di urgenza ed emergenza il paziente dovrebbe comunque, alla fine, essere trasportato all’Aquila, perdendo altro tempo prezioso per la vita dei pazienti. Si porrebbe, se mai, un problema deontologico per un neurochirurgo in servizio all’ospedale di Avezzano che si troverebbe di fronte a un paziente da operare con urgenza, con a disposizione moderne sale operatorie e tutta la strumentazione e le professionalità necessarie senza però poter agire.
Comunque sia, anche l’ipotesi di un presidio neurochirurgico con copertura 8-20 e reperibilità notturna e festiva, oltre ad almeno due posti letto, sembra una ipotesi sempre più lontana. La richiesta era stata avanzata dal sindaco di Avezzano Di Pangrazio al direttore della Asl Avezzano Sulmona L’Aquila Rinaldo Tordera che aveva subito convocato una riunione con i dirigenti dei vari settori dell’azienda sanitaria che avevano dato l’ok di massima. Neanche questa soluzione a ribasso sembra però che sarà percorsa. Anche il consigliere regionale Emilio Iampieri era intervenuto sul caso e aveva detto no a una soluzione a ribasso che non prevedeva neanche posti letto e interventi chirurgici. Da allora è passato più di un mese e delle sorti del reparto non se ne è saputo più niente.