De Angelis si rafforza con Piccone e il M5S fa chiarezza. Prove d’intesa tra Fi e Di Pangrazio?


Avezzano. Non si riescono a delineare del tutto gli schieramenti politici che dovranno scendere in campo in vista delle elezioni amministrative di Avezzano. Uno scenario in continuo movimento che vede muoversi in continuazione esponenti politici e gruppi. La corsa, fino a qualche giorno fa, sembrava a 4 o a 5 con un gruppo che faceva capo a Gabriele De Angelis, uno legato al centrodestra con Carmine Silvagni come possibile sindaco, e poi un altro con i picconiani, la coalizione del sindaco Gianni Di Pangrazio e poi quella di Leonardo Casciere, di Nazzareno Di Matteo e del Movimento 5 Stelle. Invece poi, a sorpresa, Silvagni ha ritirato la sua candidatura, i picconiani sono passati con De Angelis e i grillini, spaccati al loro interno, si sono dati appuntamento a domenica per ricompattarsi e puntare su un candidato. Anche se non è nella loro natura, perchè in tutta Italia i pentastellati hanno sempre corso da soli e senza alleanze, qualcuno ipotizza che possano trovare un’intesa con Casciere. Ma sono solo voci, non confermate dagli interessati, che fanno parte della fantapolitica di questi giorni.

Analizzando invece la situazione degli altri gruppi si evince che la situazione ora è di nuovo frastagliata. Se Verrecchia e i suoi, spogliandosi del simbolo di Ncd, sono passati con De Angelis invitando i “cugini” di Forza Italia a fare lo stesso, tutta la compagine di centrodestra – con Fi, Fratelli d’Italia, Movimento Idea, Noi con Salvini e Linkidea, dovrà trovare una collocazione. I più testardi probabilmente continueranno per la loro strada e si presenteranno alle urne con una loro lista per poter poi rivendicare una forza propria al ballottaggio. Qualcuno, invece, potrebbe cedere alle lusinghe del sindaco Di Pangrazio che sta corteggiando da giorni alcuni esponenti della coalizione. Ovviamente, come da copione per tutta la tornata elettorale, ci si dovrà spogliare del simbolo che se pur rappresenta l’identità del partito e quindi dell’esponente è un peso che alle urne non si può portare. Eh sì perchè ora bisogna cavalcare l’onda dell’antipolitica e invece di fronteggiarla con idee buone e progetti realizzabili per la città, si asseconda eliminando i simboli e spogliando la politica della sua natura. Nel Di Pangrazio bis al fianco del vice sindaco Ferdinando Boccia, dato già per certo, o dell’assessore Fabrizio Amatilli, in pole nelle liste che fanno capo al Pd, ci potrebbe essere qualche rappresentante di Forza Italia. Il dialogo tra le parti c’è – e la scelta di Armando Floris al consiglio del Cam ne è un esempio – ma non è chiaro se i berlusconiani potranno dire addio al loro simbolo e stringere questo patto “per la città”. Anche altri potrebbero cedere alle lusinghe di Di Pangrazio, come Noi con Salvini o Movimento Idea, dal momento che hanno da tempo rotto con De Angelis dopo il suo passo in avanti verso la candidatura. E’ tutta una questione di ore, di voti e di tattiche pre-elettorali. Bisogna infatti calcolare che sul piatto della bilancia non ci sono solo le comunali, ma anche le prossime elezioni nazionali e le imminenti regionali per le quali gli accordi sono già in corso.