Avezzano calcio: Paris pronto a vendere, ma a chi? Tifosi sul piede di guerra. Ieri incontro in Comune

Avezzano. Il presidente dell’Avezzano Calcio, Gianni Paris, è sconfortato nel vedere lo stadio vuoto, e si dice pronto a vendere. “Sono pronto a farmi da parte. Anche da domani, senza problemi”, ha dichiarato. Ma la vendita sembra solo un miraggio. “Non posso continuare se la gente biancoverde non vuole il sottoscritto a capo del club”, spiega, “sono stufo e amareggiato per il clima che sa di terra bruciata attorno alla mia società e verso la mia persona. Aspetto gli interessati a rilevare il club nel mio studio legale. La regalo, a patto che ci siano le condizioni economiche per prendersela. Preferisco un avezzanese ad un uomo che viene da fuori. Voglio togliermi di mezzo per il bene della tifoseria”. Una decisione che arriva dopo un incontro nei giorni scorsi con il sindaco Gianni Di Pangrazio e con i tifosi. Intenzione confermata ieri pomeriggio nell’assemblea in Comune.

La questione della cessione della squadra, però, è tutta da vedere. La domanda che sorge spontanea è: vendere a chi? L’unico acquirente che ha mostrato interesse nei mesi scorsi, quasi tirato dalla giacchetta dal presidente, soluzione che piacerebbe anche ai tifosi, è l’imprenditore Leonardo Sterpetti. Si tratta per ora dell’unica figura di spessore che potrebbe garantire un futuro competitivo alla squadra. Più volte però ha chiesto alla società di conoscere i bilanci e la situazione finanziaria, requisito indispensabile per qualunque compravendita aziendale. Non gli sono però mai stati forniti. Per tale motivo, inevitabilmente, si è tirato indietro.

L’amministrazione comunale, alla presenza del sindaco e dell’assessore Fabrizio Amatilli, si è detta disponibile a sostenere la squadra, ma manca il requisito fondamentale. Un acquirente, o almeno una proposta di vendita concreta visto che fino a ora, a parte le parole, non si è concretizzata alcuna manovra di cessione concreta da parte della dirigenza biancoverde. I tifosi, nel frattempo, sono sul piede di guerra e chiedono certezze.